L’ansia odontoiatrica costituisce un disturbo ben definito, con una prevalenza attestata tra il 4 e il 23.4%. Tende a manifestarsi in fase preoperatoria, comportando la dilazione dei piani di cura, con particolare riguardo per l’ambito chirurgico, dove il fenomeno può incidere fino al 60-80% dei casi.

Si consideri un intervento classico come la chirurgia del terzo molare: i fattori determinanti l’ansia preoperatoria sono fondamentalmente la mancanza di informazioni riguardanti lo svolgimento della procedura e l’ambiente operatorio.

Un approccio utile, da attuare proprio nella fase preliminare, consiste nel determinare i livelli di ansia odontoiatrica tra i pazienti indirizzati a trattamento chirurgico. Ciò è fattibile attraverso l’applicazione di specifiche scale, che possono essere condotte tramite questionari, somministrati verbalmente o per iscritto. Tali questionari hanno lo scopo di quantizzare aspetti che attengono alla percezione soggettiva del paziente e, allo stato attuale dell’arte, rappresentano, anche per semplicità, l’opzione maggiormente affidabile a tale scopo. L’ansia, ad esempio, può essere posta in un continuum che va da “non ansia” a “ansia severa”.

L’interessante studio a cura di Sancak e Akal, da poco pubblicato sul Journal of Oral and Maxillofacial Surgery, si è proposto appunto di valutare l’influenza dell’informazione, oltre che di una precedente esperienza chirurgica, sull’ansia odontoiatrica in vista di un intervento di avulsione di terzo molare.

L’indagine, condotta presso il Dipartmento di chirurgia orale e maxillofacciale della Facultà di Odontoiatria dell’Università di Ankara, in Turchia, ha coinvolto un totale di 66 pazienti indirizzati a chirurgia del terzo molare in regime di anestesia locale.

I pazienti sono stati randomicamente assegnati a uno tra i seguenti gruppi:

  • gruppo 1: pazienti ai quali sono state fornite verbalmente solo le informazioni di base;
  • gruppo 2: pazienti ai quali sono state fornite per iscritto informazioni dettagliate sul periodo di interesse preoperatorio e anche sulle fasi intra e post operatorie.

A questi è da aggiungere un gruppo 3, costituito da pazienti con precedente esperienza relativamente alla chirurgia del terzo molare, che hanno pertanto ricevuto, a loro volta, solamente le informazioni verbali di base.

A tutti i pazienti sono stati sottoposti, in fase pre e post operatoria, i seguenti questionari:

  • Spielberger State Anxiety Inventory (STAI-S): generico, costituito da 20 item, distingue tra ansia bassa, moderata ed elevata;
  • Dental Fear Scale (DFS): anch’esso prevede 20 item, valuta i livelli di paura (da 1 a 5) in termini di evitamento dal dentista, sintomi somatici di paura e
  • paura di varie richieste connesse alla pratica;
  • Modified Dental Anxiety Scale (MDAS): questionario breve con punteggio totale che va da un minimo di 5 fino a un massimo di 25;
  • Visual Analog Scale (VAS): linea da 100 mm in cui il paziente indica la propria percezione in un continuum da “non ansia” a “massima ansia immaginabile”.

Relativamente alle rilevazioni VAS e MDAS, lo studio ha rilevato degli score significativamente inferiori, nel passaggio dal pre al post operatorio, nei pazienti informati per iscritto. Lo studio ha evidenziato pertanto come tutti i pazienti, anche quelli con esperienze pregresse, possano beneficiare della valutazione del proprio stato d’ansia e dell’essere informati dettagliatamente rispetto all’intervento. Quella scritta rappresenta, in tal senso, la via privilegiata.

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31238021

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