La quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) definisce la fobia come una paura o ansia marcata verso un oggetto o verso situazioni specifiche e contempla, in questo campo, la forma specifica della fobia degli aghi, in realtà compresa in un ambito più ampio (blood‐injury‐injection, BII) che si caratterizza per l’alta familiarità e per la forte tendenza all’evitamento delle situazioni trigger, afferenti in buona parte all’ambiente sanitario. La problematica si presenta normalmente a partire dai 5.5-10 anni di età e, nel contesto odontoiatrico, rappresenta una voce importante in quel quadro definito dental anxiety. Intercettarla precocemente può essere la misura chiave nell’ottica di un trattamento efficace, auspicabilmente anche al fine di prevenire esperienze odontoiatriche spiacevoli per il futuro.

Avere a disposizione dei metodi di indagine come i questionari di autovalutazione e le scale psicometriche è utile non solo da un punto di vista prettamente accademico – questi strumenti vengono impiegati infatti tanto negli studi epidemiologici quanto in quelli sperimentali – ma anche al fine di caratterizzare nella pratica il quadro comportamentale del paziente ansioso. Una diagnosi più articolata, ovvero la distinzione tra paura dell’iniezione intraorale e fobia propriamente detta, pertiene comunque alle figure specialistiche di ambito psicologico-psichiatrico.

Su queste basi, il gruppo di lavoro coordinato da Berge, attivo presso l’Università di Bergen in Norvegia, si è proposto di sviluppare una scala specificamente indicata per i pazienti odontoiatrici di età pediatrica-adolescenziale. Alla stesura della Intra‐Oral Injection Fear scale (IOIF‐scale) hanno partecipato psicologi e dentisti con esperienza sui temi della fobia dentale e della terapia cognitivo comportamentale. Lo studio di validazione è stato pubblicato nel 2017 sull’International Journal of Pediatric Dentistry e si è proposto di indicare un punteggio facente da cutoff per la definizione di high level of intraoral injection fear, condizione eventualmente meritevole di approfondimento specialistico.

Lo studio ha coinvolto un vasto campione non clinico, consistente in 1460 soggetti tra i 10 e i 16 anni, e un campione clinico di 67 di pari età afferenti però a un Centro per l’Odontofobia. La IOIF‐scale prevede un questionario composto da 12 item, atti a coprire le due componenti: “contact fear” e “distal fear”. A ciascun item è necessario rispondere con uno score minimo (1) indicativo di assoluta assenza di paura, fino a un massimo (5) che significa “molto spaventato”.

L’analisi ha valutato la consistenza interna del questionario (alpha Cronbach = 0.95) e confermato la capacità del test di discriminare i soggetti fobici e non. La curva ROC (receiver‐operating characteristic), inoltre, ha individuato nel punteggio di 38 il cutoff di high level of intraoral injection fear. Esso risulta applicabile su una popolazione ampia come nel setting clinico.

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