Il nervo palatino maggiore, prosecuzione del nervo palatino discendente, dunque ramo della branca mascellare del V paio di nervi cranici, veicola l’informazione sensitiva dei 2/3 posteriori del palato duro e dei tessuti molli siti distalmente al canino superiore.

Si tratta di un ramo nervoso fondamentale nell’anestesia locale della regione palatina, in quanto permette la messa in atto di procedure tronculari. In più, il peduncolo neurovascolare corrispondente rappresenta probabilmente la struttura critica nella messa in atto di procedure di prelievo mucoconnettivale dal palato.

Il nervo decorre, accompagnato dall’arteria palatina discendente, in un canale di raccordo tra la fossa pterigo-palatina e la cavità orale, dove sfocia in corrispondenza di un foro, detto a sua volta palatino maggiore. Il tronco nervoso unico, una volta fuoriuscito dal foro, sfiocca in una serie di rami ossei e mucoperiostali.

In questo punto i tessuti molli non sono generalmente accollati alle basi ossee in maniera tanto tenace quanto nel terzo anteriore del palato: la procedura iniettiva risulta, pertanto, leggermente meno traumatica rispetto al blocco del nervo nasopalatino di Scarpa.

Il foro viene localizzato indicativamente a ridosso della giunzione tra il secondo e il terzo molare. Nel paziente edentulo, Tomaszewska indica l’insieme di cresta alveolare, linea mediana e spina nasale posteriore come riferimento più ripetibile.

Sono riportati casi di variabilità di posizione in senso mesiale, oltre la suddetta giunzione, o distale a ridosso del terzo molare. Malamed riferisce che la metà circa dei forami giace in corrispondenza della metà mesiale del terzo molare, mentre risulta sostanzialmente impossibile ritrovarlo oltre la metà del secondo. La sede opposta al terzo molare risulterebbe quindi in realtà la più comune nella popolazione, anche se si ritrovano alcuni dati contrastanti su base etnica.

Rispetto al margine gengivale, il punto è situato a circa 1 cm verso la linea mediana (sutura palatina).

Il punto di inserzione consigliato giace poco anteriormente, per sicurezza in corrispondenza della giunzione tra primo e secondo molare ed è palpabile come una lieve depressione a circa 1 cm dalla linea mediana.

Di interesse chirurgico possono essere poi le variazioni anatomiche del percorso intracanalare del nervo. In un recente studio su cadaveri, Hafeez e colleghi hanno ritrovato, rispetto al normale decorso monobranca a cui si è fatto riferimento in precedenza, variazioni classificabili secondo 4 modelli: (1) un tronco laterale spesso e uno mediale più sottile, (2) due tronchi spessi ulteriormente sdoppiati appresso al foro, (3) tre tronchi sottili e addirittura (4) quattro tronchi filiformi a fuoriuscire dal foro palatino.

Riferimenti bibliografici

https://www.juniordentist.com/anterior-or-greater-palatine-nerve-block-local-anesthesia-technique.html citare libro Malamed

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26214834

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