Il termine single tooth anesthesia (STA) configura la tecnica a localizzazione computerizzata e rilascio controllato di anestesia locale, basata sul principio di base dell’anestesia intraligamentosa e limitata a un singolo sito intraorale. I concetti di base della metodica sono già stati espressi in precedenti lavori. Quei clinici che hanno effettivamente interesse nell’avvicinarsi alla procedura potrebbero volere riflettere su alcuni elementi più specifici. Ad esempio, ragionando in termini statistici, Berlin e colleghi hanno osservato un incremento del 10% del tasso di successo con la stessa articaina somministrata al 4% con tecnica STA rispetto alla via intraligamentosa.

Indicazioni per l’utilizzo con successo della metodica single tooth anesthesia

In prima analisi, se da una parte il clinico viene esonerato dall’applicazione della pressione di rilascio – la funzione definita STA fissa la velocità a soli 0.005 mL/sec, ma l’unità prevede anche modalità alternative a velocità elevata (0.03 e 0.06 mL/sec) – non cambiano il razionale di scelta della molecola, d’impiego o meno del vasocostrittore e anche del quantitativo di tubofiale. Queste ultime sono infatti le stesse comunemente impiegate per la siringa modello carpule. L’obiettivo è infatti quello di ottenere un effetto anestetico adeguato con un risparmio farmacologico, dato che le soglie terapeutiche sono sempre quelle riportate (in termini quantitativi o direttamente come numero di tubofiale) per ogni molecola. Le seguenti raccomandazioni cliniche sono relative alle tubofiale contenenti lidocaina al 2%, ma sono valide per qualunque molecola somministrata in tale percentuale: a questi volumi si è infatti lontani dalle soglie di tossicità assoluta, queste invece molecola-specifiche, almeno per quanto riguarda il soggetto adulto sano. Un volume pari a 0.9 mL è consigliato (e sufficiente) per un elemento monoradicolato. Per un dente pluriradicolato, il volume raccomandato si alza fino a 1.8 mL. Va osservato come il rilascio a pressione computer-guidata permetta, potenzialmente, di somministrare volumi maggiori rispetto alla metodica intraligamentosa manuale.

Se è la concentrazione a innalzarsi, come nel caso dell’articaina al 4%, i volumi proposti sono di 0.5 mL e 0.9 mL, rispettivamente per un dente mono e pluriradicolato. Quando la concentrazione è tale, si suggerisce di ridurre il quantitativo massimo di vasocostrittore a 1:200000. l’impiego del vasocostrittore 1:100000 abbinato a un anestetico locale al 4% è infatti sconsigliato per la somministrazione intraligamentosa. Allo stesso modo, si sconsiglia l’uso dl vasocostrittore 1:50000 con l’anestetico locale al 2%.

A seconda del principio attivo scelto, la somministrazione viene condotta in un periodo di 1-2 minuti o di 1.5-3.5 minuti, sempre confrontando il sito incisivo-premolare con quello molare. Il fatto che con una molecola doppiamente concentrata risulti sufficiente un dosaggio sostanzialmente dimezzato fa sì che anche il setting time si accorci all’incirca del 50%.

Privacy Policy