La somministrazione per via infiltrativa di una soluzione di anestetico locale produce comunemente una sensazione urente, non solo perché il rilascio della soluzione induce la liberazione di mediatori proinfiammatori e sensibilizza i nocicettori locali, ma anche in virtù delle caratteristiche chimiche (pH) e anche fisiche del liquido stesso. In questo senso, alcune studi indicano nell’utilizzo di soluzione anestetica riscaldata un accorgimento valido e, peraltro, non operatore-dipendente, nel ridurre il sintomo dolorifico.

Il tema è in realtà dibattuto anche in ambito medico: Arndt (1983) non ritrova differenze significative tra soluzione a temperatura ambiente (21°C) e riscaldata a temperatura corporea (37°C), mentre Rogers (1989), per di più in uno studio di ambito odontoiatrico, riferisce esattamente il contrario.

Nel confronto con altre discipline chirurgiche che ricorrono comunemente all’anestesia locale infiltrativa, l’odontoiatria si distingue per la disponibilità della molecola farmacologica nel formato della tubofiala.
I produttori indicano espressamente di conservare le tubofiale di anestetico locale al riparo dalla luce e a temperatura non superiore ai 25°, per cui queste vengono comunemente riposte in un cassetto, pronte all’uso. I lavori a cui si è fatto riferimento finora pongono invece la soglia di aumentata efficacia alla temperatura corporea fisiologica o addirittura al di sopra di essa, ad un range tra i 37 e i 42°C.
Volendo fornire un aggiornamento, possibilmente definitivo, delle evidenze in ambito odontoiatrico, Aravena e colleghi (2018) hanno allestito un trial clinico randomizzato, split-mouth, in doppio cieco, che confrontasse la somministrazione, a livello mascellare, di anestetico (lidocaina 2%) a temperatura ambiente (21°C) e riscaldato a 42°C.

Il lavoro ha coinvolto un totale di 72 volontari (51 maschi) di età compresa fra i 18 e i 29 anni (22 in media). Il disegno sperimentale è semplice e intuitivo. L’operatore in cieco riceve una siringa con una prima tubofiala, a temperatura ambiente o riscaldata, già montata su carpule con ago corto 30 Gauge, e somministra metà del contenuto (0.9 mL) in regione intercanina a livello del vestibolo, a una velocità di 0.15 mL/sec. Subito dopo, un secondo sperimentatore sottopone al soggetto, che ignorava a sua volta la temperatura del liquido, una scala VAS da 100 mm, richiedendo di quantificare il dolore percepito durante l’iniezione. Il test viene ripetuto dopo una settimana di wash-out, sul versante controlaterale e, naturalmente, alla temperatura diversa. Il gruppo 42°C ha fornito un punteggio VAS medio di 15, significativamente inferiore rispetto ai 35.3 del gruppo controllo.

Gli Autori hanno anche fornito due possibili spiegazioni fisiologiche al fenomeno: un incremento della fluidità della membrana lipidica, che faciliterebbe la diffusione della molecola farmacologica, oppure il coinvolgimento dei canali TRPV1, gli stessi che rispondono alla capsaicina, la molecola responsabile della piccantezza dei peperoncini.

Riferimenti bibliografici

Arndt KA, Burton C, Noe JM. Minimizing the pain of local anesthesia. Plast Reconstr Surg1983;72 (5) :676–9.

Rogers KB, Fielding AF, Markiewicz SW. The effect of warming local anesthetic solutions prior to injection. Gen Dent.1989;37(6):496–499.

Malik A. Technique tips–distraction anesthesia: applying the gate control theory in delivering painless anesthesia. Dent Update. 2015;42(1):97.

Alonso PE, Perula LA, Rioja LF. Pain-temperature relation in the application of local anesthesia. Br J Plast Surg. 1993;46(1):76–78.

Bell RW, Butt ZA, Gardner RF. Warming lignocaine reduces the pain of injection during local anaesthetic eyelid surgery. Eye1996;10 (5) :558–60

Jaichandran V, Vijaya L, George RJ, InderMohan B. Peribulbar anesthesia for cataract surgery: effect of lidocaine warming and alkalinization on injection pain, motor and sensory nerve blockade. Indian J Ophthalmol. 2010;58(2):105–108.

Local Reg Anesth. 2018 Feb 22;11:9-13. doi: 10.2147/LRA.S147288. eCollection 2018. Effect of warming anesthetic on pain perception during dental injection: a split-mouth randomized clinical trial. Aravena PC1,2, Barrientos C1, Troncoso C1, Coronado C3, Sotelo-Hitschfeld P4.

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