A metà 2016, l’American Academy of Pediatrics (AAP) ha rilasciato un documento congiunto con l’American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD), dal titolo, volto ad aggiornare le indicazioni operative correnti sulla sedazione.

Uno dei punti fondamentali del documento è incentrato sul clinico che esegue la sedazione: viene fortemente raccomandato un professionista indipendente, altamente preparato nella gestione del soggetto pediatrico all’interno del contesto odontoiatrico. Lo stesso testo si rivolge espressamente a pediatri e medici di famiglia, i quali hanno spesso la responsabilità di mediare l’approccio del paziente alle prime cure odontoiatriche.

Il testo ribadisce peraltro quanto sia fondamentale valutare il paziente dal punto di vista anamnestico, clinicio e, nello specifico, con un accurato esame delle vie aeree. Ancora più delicata la valutazione di soggetti a rischio – affetti cioè da quadri sindromici o comunque da patologie croniche – per cui si consiglia un consulto specialistico anestesiologico.

Le linee guida includono poi indicazioni sulla strumentazione, appropriata per età e misure, sui farmaci sia sedativi che rianimatori e forniscono algoritmi decisionali per la gestione delle emergenze respiratorie: ostruzione delle vie aeree, laringospasmo e apnea. Saturazione dell’ossigeno, anidride carbonica espirata, frequenza cardiaca e altri parametri sono oggetto di continua valutazione nel tempo.

È consigliabile che i modelli legislativi vengano codificati sulla base di tali indicazioni, tenendo sempre conto del fatto che esistano già delle differenze da stato a stato.

Le linee guida suggeriscono in maniera chiara quale debba essere la preparazione indicata al clinico che voglia somministrare la sedazione a un paziente pediatrico. In primo luogo, come già detto, la capacità di intervenire su un paziente in stato di apnea o in casi di laringospasmo o di ostruzione delle vie aeree. Le skill previste sono la gestione delle vie aeree, l’aspirazione tracheobronchiale, la somministrazione della CPAP (ventilazione meccanica a pressione positiva continua), l’inserimento di presidi sovraglottici o l’intubazione tracheale, oltre a ventilazione con pallone autoespandibile AMBU e rianimazione cardio-polmonare (CPR).

Inoltre, le linee guida raccomandano espressamente la presenza di un osservatore indipendente, la cui unica responsabilità consiste nel monitoraggio del paziente, con il compito di riconoscere le eventuali condizioni di emergenza e, nel caso, intervenire. Per poter essere ritenuto qualificato a tale compito, si richiede una certificazione relativa al protocollo PALS (Pediatric Advanced Life Support).

In conclusione, si può affermare che le linee guida AAP/AAPD propongono il modello professionale di un team esperto dedito alla sedazione in odontoiatria. Per ragioni pratiche non solo economiche, tuttavia, si può constatare che tale modello possa non essere applicabile su tutti i campi di intervento in pedodonzia. Da una parte, quindi, il ricorso alla sedazione deve passare necessariamente per un’importante expertise. Dall’altra, pare utile valutare altre metodiche utili a favorire la compliance e la gestione clinica del paziente pediatrico.

Riferimenti bibliografici 

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31657849

https://www-ncbi-nlm-nih-gov.pros.lib.unimi.it:2050/pubmed/27354454 

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