Nella pratica clinica quotidiana, una qualunque estrazione dentaria viene condotta in regime di anestesia locale, senza l’aggiunta di procedure di sedazione, cosciente o profonda, né tantomeno sotto anestesia generale.

L’estrazione costituisce una procedura in grado di stimolare reazioni d’ansia rilevanti.

Di recente, un interessante articolo a cura di Victoria Mellish, è stato pubblicato su British Dental Journal.

L’autrice ha fatto riferimento alla realtà del Regno Unito: qui il professionista che si trova di fronte a un caso estrattivo complesso, in ragione dell’anatomia dell’elemento come dell’anamnesi patologica del paziente, può scegliere di rivolgersi al sistema sanitario nazionale (National Health Service, NHS). Qui il paziente verrà valutato da uno specialista in chirurgia orale o maxillofacciale e, nella maggior parte dei casi, trattato comunque in regime di anestesia locale semplice. Solo un paziente su 5, all’incirca, dopo un’attesa media di 2-4 mesi, verrà trattato sotto sedazione o anestesia generale. Con questo non si vuole sostenere che tali regimi anestesiologici, siano necessariamente vantaggiosi: da una parte favoriscono l’ansia in sede intraoperatoria, dall’altra non intervengono su quella preoperatoria, che anzi può protrarsi seguendo le liste d’attesa.

Quale che sia la scelta finale, l’autrice sottolinea l’importanza che sia, a monte, il clinico che invia il paziente a fornire allo stesso tutte le informazione utili durante il periodo di attesa. La modalità proposta è basata su un modello di comunicazione digitale.

L’articolo a cui si fa riferimento contiene una dettagliata analisi qualitativa dei siti disponibili, tra quelli che si rivolgono ai pazienti, che affrontano l’argomento in oggetto. Nel Regno Unito questo tipo di contenutistica è di per sé ben regolata in termini di etica ma è naturale che, guardando ad esempio ai forum di condivisione, si possano trovare riscontri diversi.

L’autrice si è immedesimata nel soggetto laico in cerca di indicazioni in rete in vista di una chirurgia estrattiva, digitando su Google un totale di cinque combinazioni tra le seguenti diverse key phrase su Google: “estrazione dentale”, “chirurgia orale”, combinata con “ansia o eventualmente “paura”.

Contenuti, affidabilità e leggibilità dei primi 10 siti web per ciascuna frase chiave sono stati valutati qualitativamente utilizzando rispettivamente la checklist di un sito specialistico di chirurgia orale, la checklist DISCERN e il tool Flesch-Kincaid.

I risultati delineano un quadro non positivo. Il 70% dei siti si rivolgono primariamente a professionisti della salute. Il 63% delle pagine fa riferimento alle metodiche di sedazione ma solo il 7% di queste fornisce i mezzi per approfondire il tema. Solo il 16%, poi, dà attivamente consigli sul rilassamento. La leggibilità, infine, supera la capacità media dell’utente (per gli adulti nel Regno Unito) nel 92% dei casi.

In conclusione, si può affermare che uno strumento come la comunicazione in ambito sanitaria abbia potenziale nella gestione clinica nel paziente ma, nel contempo, debba essere trattato correttamente in termini di registro e contenuto.

Riferimenti
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