Un precedente articolo si era occupato delle complicanze oculari in relazione alle tecniche di anestesia locale odontoiatrica. Tra queste condizioni, rare in termini assoluti, la più comune risulta essere la diplopia, che copre all’incirca il 40% di questi casi. Queste manifestazioni, che nella maggior parte dei casi sono di entità ridotta e tendono alla remissione spontanea, derivano solitamente da un’azione – diretta o indiretta – della molecola farmacologica nei confronti delle strutture neuromuscolari deputate alla motilità del bulbo oculare. La manovra maggiormente soggetta a problematiche di questo tipo è l’anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore.

Più volte sono stati considerati degli aspetti di criticità legati alla procedura classica (il blocco alveolare inferiore), che risulta ancora la più diffusa: tra di essi, la possibile esposizione a complicanze rare, come quelle in oggetto. Questo articolo considera invece, su questo stesso punto, quella che è probabilmente la principale tecnica alternativa al blocco alveolare inferiore: l’anestesia mandibolare secondo Gow-Gates. La metodica è appunto indirizzata al blocco nervoso dell’intera branca mandibolare e ha dalla sua un tasso di successo elevato (>95%) a fronte di una percentuale ridotta di aspirazioni positive (2%).

Recentemente, Alvear Fa e colleghi hanno descritto un caso avvenuto presso la Arthur A. Dugoni School of Dentistry di San Francisco, Stati Uniti. L’operatore ha somministrato secondo tecnica Gow-Gates con ago lungo (32 mm) 27 Gauge una singola tubofiala (0.9 mL) di lidocaina 2% associata a vasocostrittore (adrenalina 1:100000). Dopo pochi minuti il paziente, un caucasico di quasi cento chilogrammi per 188 centimetri con anamnesi medica, chirurgica e allergologica non significative e non in corso di terapie mediche, ha riferito offuscamento e sdoppiamento della visione.

Il paziente è stato immediatamente riportato in posizione seduta ed esaminato: a fianco di forte offuscamento e diplopia binoculare, il soggetto ha riportato anche intorpidimento cutaneo, su di uno stesso lato, a livello nasale e infraorbitario. Non sono stati comunque osservati segni di pallore cutaneo né di ptosi oculare; l’oculomozione è a sua volta risultata conservata. Il paziente è stato istruito al controllo della nausea tramite la chiusura degli occhi e monitorato fino alla remissione completa dei sintomi, che ha richiesto un quarto d’ora circa.

Nella discussione del caso gli Autori, a dimostrazione della rarità della complicanza, fanno riferimento a soli due report ormai datati, uno dei quali enfatizza l’aspetto anatomico della tecnica, il cui sito bersaglio è il versante laterale del collo del condilo, subito al di sotto dell’inserzione del muscolo pterigoideo esterno. Nell’analisi dell’episodio, gli Autori indicano come causa maggiormente probabile una somministrazione intravascolare, associata a un falso negativa al test di aspirazione. Nella fattispecie, il caso sarebbe da addurre a variabilità anatomica della vascolarizzazione locale, venosa in modo particolare.

Riferimenti bibliografici

https://www.thewand.com/anestesia-nervo-alveolare-inferiore-tecnica-di-gow-gates/

Anesth Prog. Fall 2016;63(3):139-46. doi: 10.2344/15-00020.1. Temporary Diplopia After Gow-Gates Injection: Case Report and Review. Fa BA1, Speaker SR2, Budenz AW3.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5011956/pdf/i0003-3006-63-3-139.pdf

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