La tecnica convenzionale di anestesia tronculare (o blocco nervoso) del nervo alveolare inferiore prevede che la soluzione anestetica sia depositata per via iniettiva all’interno dello spazio pterigo-mandibolare, coinvolgendo lo stesso NAI oltre che (solitamente) il nervo linguale. La metodica è soggetta ad alcune complicanze di natura locale o sistematica, collegate con l’accidentale somministrazione intravascolare del farmaco, che si manifestano di solito temporaneamente in un intervallo medio-breve. Questa viene di norma scongiurata attraverso la prova di aspirazione, consigliata in tutte le tecniche anestetiche, e che per quanto riguarda tale sito anatomico viene riportata con una frequenza compresa tra lo 0.5% e il 31.3%.

Un case report di rara complicanza transitoria dopo anestesia tronculare

Il case report di Aravena e colleghi (Dental Research Journal 2016) fa riferimento a una condizione, cui si fa poco riferimento in Letteratura, che interessa le aree mucocutanee limitrofe al sito di iniezione. Queste possono andare incontro a fenomeni ischemici e trovarsi esposte a sintomi di natura urente, pruriginosa o dolorifica. Gli Autori allegano un caso clinico piuttosto significativo, riguardante una paziente giovane (21 anni), in condizioni ottimali di compenso (ASA I), che non riferiva episodi di complicanze legate all’anestesia odontoiatrica, alla quale veniva esposta (blocco del nervo alveolare inferiore sinistro, metodica convenzionale two-step) in vista della realizzazione di otturazioni degli elementi 35 e 36. L’operatore riferiva di aver somministrato una singola tubofiala (1.8 mL) di articaina al 4% con vasocostrittore (adrenalina 1:100000) tramite un ago 27 Gauge da 25 mm.

Al momento dell’iniezione, la paziente ha subito lamentato prurito e bruciore a livello della mucosa nasopalatina. All’esame clinico, è stato rilevato il comune segno clinico precoce di intorpidimento cutaneo, esteso però a mucosa geniena, emilabbro superiore, ala del naso, palpebra inferiore ed emivolto omolaterali. L’ispezione intraorale ha evidenziato ischemia mucosa a livello genieno e della gengiva dell’emiarcata superiore (21-28) sia a livello buccale (con prosecuzione lungo il vestibolo) che palatale, nonché interessamento dell’intero emipalato fino al rafe mediano. L’intervento è momentaneamente interrotto, anche se nel giro di ulteriori 5 minuti sono stati osservati i normali segni di anestesia dell’emiarcata inferiore. 10 minuti dopo la cute si presentava normopigmentata e anche le mucose orali iniziavano graduale recupero, tanto da decidere di portare a termine la procedura. La paziente è stata infine richiamata per un controllo a 3 giorni.

Secondo gli Autori, la complicanza è da addurre ad un interessamento dell’arteria mascellare interna, probabilmente soggetta a variazione anatomica, il cui territorio di distribuzione è in gran parte sovrapponibile alle aree ischemizzate. La vasocostrizione è stata presumibilmente indotta dall’attivazione – mediata dall’adrenalina contenuta nella tubofiala – del plesso simpatico perivascolare.

Riferimenti bibliografici

Skin and mucosal ischemia as a complication after inferior alveolar nerve block Pedro Christian Aravena, Camila Valeria, […], and Cesar Coronado

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