L’architettura tissutale dei due mascellari è diversa: ciò si esprime ad esempio nelle differenze tra protocolli chirurgici in chirurgia estrattiva e implantologia.

Quello mandibolare è un osso densamente e spessamente corticalizzato, mentre il mascellare superiore si presenta tipicamente più poroso e trabecolato.

Il dato risulta comunque importante anche sotto altri punti di vista: in ambito anestesiologico, allo stesso modo, è normale che l’operatore debba tener conto di questi aspetti. Si faccia l’esempio dell’estrazione di un molare inferiore. La lidocaina al 2% con vasocostrittore a concentrazione 1:80000, utilizzata come molecola di riferimento standard dagli effetti ben documentati, ha difficoltà a diffondere attraverso la corticale mandibolare. Pertanto, per questo tipo di intervento, l’anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore associata ad anestesia buccale costituisce tuttora lo standard operativo.

In un recente lavoro pubblicato sul numero di settembre 2017 di Oral and Maxillofacial Surgery, Narayanan e colleghi hanno ipotizzato di sostituire l’anestesia tronculare con una semplice anestesia plessica a livello dell’elemento da estrarre, cambiando però il principio attivo di riferimento. Gli Autori prendono infatti spunto da alcuni studi che stabiliscono come l’articaina al 4% (con vasocostrittore 1:100000), oltre che dotata di un’azione adeguata sulla polpa, possieda un’elevata capacità di penetrazione attraverso la corticale vestibolare. Questa proprietà sarebbe da addurre alla presenza del peculiare anello tiofenico della molecola. Anche la maggiore concentrazione rappresenterebbe un vantaggio.

Blocco nel nervo alveolare inferiore con tronculare o doppia infiltrazione plessica?

La domanda sembra una provocazione, ma andiamo a vedere i risultati dello studio. Lo studio ha quindi confrontato il blocco alveolare inferiore con lidocaina con la doppia infiltrazione plessica – vestibolare e linguale – con articaina nei casi estrattivi della regione molare inferiore.  Le estrazioni condotte riguardavano primi e secondi molari inferiori completamente erotti e tenevano conto della causa, che poteva essere correlata a carie o malattia parodontale. Sono stati esclusi i casi di ascesso o infezione localizzata, oltre ai pazienti con patologie sistemiche. La valutazione è stata di tipo soggettivo e riguardava il sintomo dolorifico riferito dal paziente, valutato mediante scala analogica numerica (NAS). Per quanto questo tipo di valutazione sia soggetta a difetti, i risultati, specie se letti alla luce dei vantaggi dell’anestesia plessica – semplicità operativa, confronto delle complicanze – portano a considerare l’anestesia buccale e linguale con articaina una possibile alternativa alla metodica convenzionale in alcuni casi estrattivi. Gli stessi Autori ammettono la necessità di allestire ulteriori indagini al fine di quantificare meglio dati come l’onset e la durata dell’anestesia e fornire indicazioni riguardanti i casi di pulpite irreversibile.

Lo studio sembra indicare risultati sovrapponibili dal punto di vista della percezione dolorifica del paziente con entrambi i protocolli testati.

Riferimenti bibliografici

Infiltrative local anesthesia with articaine is equally as effective as inferior alveolar nerve block with lidocaine for the removal of erupted molars Authors Authors and affiliations J. Venkat NarayananPrashanthi GurramRadhika KrishnanVeerabahu MuthusubramanianV. Sadesh Kannan

 

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