L’impiego di siringhe e, nella fattispecie, di siringhe anestetiche fa parte della quotidianità clinica dell’odontoiatra. È pertanto naturale che la lesione da oggetto pungente (needlestick injury NSI) rappresenti uno dei maggiori rischi di infortunio fra quelli connessi alla pratica. Il modello carpule, nella fattispecie, è sicuramente particolare essendo costituito da un corpo sterilizzabile su cui vengono montati una tubofiala monouso non sterile e, appunto, un ago monouso sterile.

Il pericolo maggiore connesso a tali incidenti consiste nella trasmissione di infezioni croniche quali HIV o epatite C. Pare pertanto utile considerare le indicazioni riguardanti questo tipo di eventi, sulle quali vengono calibrati e periodicamente aggiornati i protocolli operativi.

Uno studio sulle lesioni da ago in odontoiatria

È quanto si propone il complesso lavoro del 2014 di Lee e colleghi, i quali sono partiti dalle rilevazioni epidemiologiche raccolte all’interno di una struttura clinica ospedaliera e universitaria. Si tratta sicuramente di una ricerca molto indicativa dal punto di vista professionale, dal momento che considera quale sia l’effettiva relazione con l’esperienza clinica, permettendo di includere anche altre variabili. Il comparto odontoiatrico rappresenta peraltro una voce importante in senso assoluto: una ricerca del Washington State Fund riferisce che da esso deriva un quinto degli infortuni cutanei di area sanitaria.

In primo luogo, gli Autori rilevano effettivamente un dato più elevato nel personale interno e soprattutto in quello con minore esperienza professionale: viene addirittura osservato un picco nel periodo tra luglio e settembre, quando cioè i nuovi interni prendono servizio in struttura. Queste indicazioni sono coerenti con lo studio condotto in Germania, sempre in ambito universitario, da Wicker, il quale parla di un rischio quasi doppio per gli studenti tirocinanti rispetto ai professionisti laureati da almeno 10 anni.

Un altro aspetto interessante è che il 70% degli incidenti è avvenuto a ridosso delle pause pranzo e degli orari di fine servizio. La stessa indicazione va rapportata all’andamento settimanale: un terzo dei casi si è infatti presentato di venerdì.

Un’altra situazione che potrebbe predisporre a NSI, secondo quanto riportato da Lee, sembrerebbe poi l’attività condotta senza assistenza.

Per quanto riguarda la fase operativa,  una delle circostanze maggiormente a rischio è il reincappucciamento dell’ago. Nonostante questo molti incidenti si manifestano durante l’esecuzione dell’anestesia e, ancor di più, in fase di smaltimento dell’ago – in questo caso risulta quindi spesso interessato proprio il personale assistenziale. Questi dati sono concordanti con gli studi di Gaballah e dello stesso Younai.

Molti di questi aspetti traggono giovamento da uno strumento monouso come il device per l’iniezione di The Wand, che può essere con massima sicurezza reincappucciata lontano dal piano di lavoro ed eliminato, terminata la terapia.

 

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