Diversi lavori hanno affrontato la problematica anestesiologica legata alla presenza di infiammazione pulpare non reversibile. All’atto pratico, è possibile che il paziente riferisca i sintomi indicativi di anestesia efficace – ad esempio a livello dell’emilabbro inferiore nel caso di blocco alveolare inferiore – con la permanenza però di sintomi pulpari al momento dell’apertura di camera, con il rischio finanche di compromettere il trattamento stesso.

Gli articoli a cui si fa riferimento hanno osservato un possibile approccio di tipo prettamente anestesiologica. La presente breve trattazione fa invece riferimento a uno studio (Shantiaee e colleghi, International Dental Journal, dicembre 2016), che presuppone la possibilità di adottare un protocollo basato sulla premedicazione con molecole antinfiammatorie. In effetti, è del tutto comune che il paziente che riporta sintomi di pulpite irreversibile si presenti all’osservazione del clinico dopo automedicazione antidolorifica (presumibilmente con antinfiammatorio non steroideo). Da qui l’ipotesi di protocollare tale approccio sotto controllo del clinico in vista del trattamento endodontico o, quantomeno, dell’apertura di camera.

Gli sperimentatori hanno selezionato un totale di 92 pazienti, tutti indirizzati a trattamento endodontico a causa di una storia di dolore spontaneo o prolungato (più di 10 secondi) alla stimolazione termica a carico di un primo molare inferiore vitale. Ognuno è stato poi inserito in uno dei seguenti 4 gruppi: un gruppo controllo i cui pazienti non venivano premedicati in vista dell’anestesia locale, un gruppo placebo e due gruppi test con somministrazione di FANS 1 ora prima della somministrazione dell’anestesia locale. I principi attivi dei due gruppi test sono rispettivamente l’ibuprofene nella posologia di 600 mg e il meloxicam 7.5 mg. Va osservato che questo farmaco, qui impiegato a una concentrazione che è la metà di quella massima giornaliera raccomandata, è sostanzialmente non contemplato in Italia in ambito odontoiatrico, quantomeno nel caso di dolore nocicettivo odontogeno. Viene infatti indicato principalmente per patologie di competenza reumatologica.

Successivamente, a tutti i pazienti è stata somministrata anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore secondo metodica standard.

Risultati dell’anestesia tronculare del nervo alveolare inferiore dopo premedicazione

I pazienti sono stati quindi valutati per la loro risposta dolorifica alla scala visuo-analogica (VAS secondo Heft-Parker) dopo stimolazione elettrica della polpa. Sono state osservate differenze statisticamente significative a favore entrambi i gruppi test.

In conclusione, per quanto i dati siano preliminari e in parte contrastanti con altri presenti in Letteratura (che però si avvalevano della sola valutazione soggettiva VAS, senza accoppiarla ad una oggettiva come l’elettrostimolazione della polpa), il protocollo con ibuprofene è da considerare promettente e meritevole di approfondimento clinico.

Riferimenti bibliografici

Efficacy of preoperative ibuprofen and meloxicam on the success rate of inferior alveolar nerve block for teeth with irreversible pulpitis Yazdan Shantiaee Sahar Javaheri Amir Movahhedian Sarah Eslami Omid Diana

https://onlinelibrary-wiley-com.pros.lib.unimi.it:2050/doi/full/10.1111/idj.12272

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