I nervi alveolare inferiore e linguale sono strutture nobili potenzialmente soggette a rischio di lesioni durante alcune procedure di chirurgia orale come la rimozione del dente del giudizio o l’inserimento di impianti dentali e, seppur non frequentemente, anche nelle tecniche di blocco nervoso.

In caso di lesioni accidentali, diversi sono i criteri classificativi utili a descrivere l’entità del danno: concettualmente, si distinguono lesioni in continuità (corrispondenti ai gradi da 1° a 3° secondo Sunderland), soluzione di continuo del perinevrio a epinevrio intatto (4° grado di Sunderland) o interruzione dell’intero nervo (5° grado di Sunderland).

Una delle motivazioni alla base del rischio di danno iatrogeno è rappresentata dalla variabilità anatomica alla quale è soggetto il decorso dei due nervi. Per quanto riguarda il nervo alveolare inferiore, la stessa motivazione costituisce una delle possibili concause alla base degli elevati tassi di insuccesso della tecnica convenzionale di blocco nervoso.

Il ricorso a tecniche di imaging radiologico permette una valutazione del quadro anatomico. L’esecuzione di esami come TC cone beam, peraltro, è mandataria nell’inquadramento di eventi traumatici, ad esempio a seguito di frattura dell’ago durante anestesia locale.

TC e TC cone beam non sono tuttavia in grado di visualizzare direttamente la struttura nervosa, ma si limitano a mostrare l’immagine ipodensa relativa al decorso del canale mandibolare. Si guardi pertanto al potenziale diagnostico di altri esami strumentali.

Elettroneurografia o potenziali evocati somatosensoriali vengono comunemente affiancati all’esame neurologico di base nella prima fase post-traumatica ed eventualmente post-chirurgica, in cui vengono, di solito, ripetuti più volte.

L’utilizzo di nuove sequenze dedicate nella risonanza magnetica nucleare, recentemente, ha fornito risultati positivi nella visualizzazione diretta, ad alta risoluzione, di nervo alveolare inferiore e nervo linguale (decorso ed eventuali variazioni). La tecnologia potrebbe essere implementata tramite la messa a punto di biomarcatori quantitativi, utili alla conferma o al rigetto di una sospetta soluzione di continuo delle strutture nervose di conduzione.

Tali indicazioni sono state recentemente confermate da uno studio su un campione di 30 soggetti sani, condotto da Burian e colleghi e pubblicato su Clinical Oral Investigations. Il nervo mandibolare prima, alveolare inferiore poi, sono stati seguiti dal forame ovale fino al forame mentoniero, mentre il nervo linguale è risultato visualizzabile con elevata precisione a ridosso del pavimento orale nella regione del terzo molare. La sequenza STIR (short tau inversion recovery) ha mostrato il contrasto massimo delle strutture nervose rispetto al tessuto muscolare. È stato anche possibile differenziare la composizione tissutale del fascicolo vascolonervoso all’interno del canale mandibolare.

Lo studio ha delineato il potenziale della risonanza magnetica nucleare nello studio diretto dei nervi alveolare inferiore e linguale. Questa metodica si presta pertanto alla valutazione di tali strutture nei casi chirurgici complessi o nella valutazione di eventi traumatici.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31705309

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