Nonostante i miglioramenti compiuti sia sul lato tecnologico, ad esempio con la comparsa di sistematiche indolori di somministrazione dell’anestesia locale, sia dal punto di vista comportamentale, l’ansia odontoiatrica rimane una problematica rilevante che i clinici si trovano a fronteggiare comunemente. Uno degli aspetti di maggiore criticità consiste nella variabilità dei possibili comportamenti alla poltrona, che spaziano dalla tensione, alla paura, fino all’aggressività, e possono ripercuotersi negativamente anche sui comportamenti domiciliari legati alla salute orale.

Negli ultimi anni, sono state riportate numerose esperienze nel campo del controllo non farmacologico dell’ansia e anche del dolore. A tale riguardo, la popolare rivista Time Magazine, nel 2016, ha pubblicato un articolo dal titolo “Animals and Your Health; the Power of Pets to Heal our Pain, Help Us Cope, and Improve Our Well-Being”. Ecco, la pet-therapy, più correttamente Animal-assisted therapy, in italiano zooterapia, rappresenta una opzione oramai notissima di intervento sussidiario: nel caso specifico, ha un grosso potenziale nell’approccio alle emozioni negative.

Nella sua revisione dal titolo “The Science Behind Animal-Assisted Therapy”, Marcus (2013) riporta diversi lavori scientifici, condotti su soggetti pediatrici e anche adulti, i quali riportano riduzione significativa dei sintomi dolorifici (acuti e cronici) dopo interazione con animali, nello specifico cani, in ambiente ospedaliero o extraospedaliero, per un periodo che si protrae per 10-20 minuti oltre la visita. Sono inoltre rilevate diminuzioni significative dei livelli di stress, disturbi dell’umore e affaticamento. Dal punto di vista fisiologico, il paziente va incontro a riduzioni di alcuni ormoni dello stress e a incremento dei livelli di endorfine e ossitocina. Per quanto riguarda i parametri vitali, hanno osservato una riduzione significativa della pressione arteriosa prima e dopo l’incontro con l’animale, per un tempo medio di 15 minuti.

Un campo di ricerca importante per quanto riguarda le strategie emotive di coping è poi quello dei neuroni specchio.

Un dato di grande interesse è il fatto che i benefici della dog therapy superino quelli determinati dalla condivisione dell’esperienza con un accompagnatore “umano”, che è in effetti è l’opzione alla quale il paziente ansioso e, per ovvi motivi, quello pediatrico, ricorrono sistematicamente.

Anni fa, ha avuto una certa risonanza anche in Italia il caso di Brooke, la Golden Retriever che, una volta a settimana – il cosiddetto “Brooke day” – dopo accurata toelettatura, accoglie in sala d’attesa i piccoli pazienti del suo padrone, il dottor Paul Weiss di Williamsville, NY, per poi accucciarsi al riunito durante le visite.

Negli Stati Uniti sono ormai diverse le cliniche odontoiatriche, in Illinois, Virginia e Pennsylvania, che si affidano a therapy dog addestrati e certificati.

Non è da escludere, pertanto, che in un prossimo futuro esperienze di questo tipo siano sperimentate anche in altri paesi, partendo magari da strutture cliniche che già si avvalgono della zooterapia per altre applicazioni e, naturalmente, nel rispetto delle vigenti norme igieniche. In questo senso, la revisione di Manley (2016) suggerisce l’impiego della metodica durante trattamenti semplici, come profilassi o piccola restaurativa, i quali possono comunque rappresentare dei trigger rilevanti per le risposte del paziente ansioso.

Riferimenti bibliografici

On the use of pets to manage dental anxiety Lora Manley School of Dental Medicine, University of Connecticut, Farmington, Connecticut, USA

[Downloaded free from http://www.dentalhypotheses.com on Monday, September 24, 2018, IP: 213.86.147.6]

Curr Pain Headache Rep. 2013 Apr;17(4):322. doi: 10.1007/s11916-013-0322-2. The science behind animal-assisted therapy. Marcus DA1.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/cane-che-cura-i-bimbi-terrore-dentista-1053012.html

http://www.greenstyle.it/brooke-cane-dentista-rilassare-bambini-108970.html

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