L’anestesia topica si basa sull’interazione di una molecola farmacologica – normalmente utilizzata anche come anestetico locale iniettabile – con le fibre nervose più sottili e superficiali della cute o, nel caso dell’odontoiatra, delle mucose orali e gengivali. Questo tipo di anestesia trova indicazione in una serie di trattamenti: estrazione di denti decidui e altre terapie pediatriche, interventi sui tessuti molli e anche (forse soprattutto) come premedicazione all’iniezione anestetica locale.

L’amino-amide lidocaina rappresenta tuttora l’anestetico locale maggiormente impiegato. Come anestetico topico, è disponibile da sola, in più formulazioni, e anche miscelata a un’altra molecola della stessa famiglia, la prilocaina, in forma di gel.

Le metodiche di somministrazione attualmente disponibili, come spray o gli stessi gel, presentano delle limitazioni, legate alla ridotta ritenzione (e quindi azione) e alla difficoltà nell’agire in un’area circoscritta. Ciò si traduce nella possibile comparsa di intorpidimento in aree limitrofe, il che può comportare, in alcuni casi, difficoltà deglutitorie o addirittura respiratorie.

Partendo da questi presupposti, un gruppo di lavoro multicentrico e multispecialistico ha pensato di poter sfruttare le attuali tecniche di stampa 3D, al fine di produrre un cerotto, un patch custom-made, modellato sulla specifica anatomia del sito target, e medicato, cioè in grado di rilasciare in maniera controllata la molecola anestetica.

Il lavoro è stato recentemente presentato in un numero speciale dell’International Journal of Bioprinting, declinazione bioingegneristica della stampa 3D.

Il modello digitale del cavo orale è stato realizzato attraverso scanner intraorale, un sistema già piuttosto diffuso, in ambito clinico, nella raccolta digitale dell’impronta.

Partendo dai modelli digitali, sono stati realizzati dei negativi, all’interno dei quali è stato colato un miscuglio di polietilenglicole (PEG, un polimero idrosolubile) fluido (14.6 g), xilitolo (4 g), idrossipropilmetilcellulosa (HPMC) e lidocaina (1% w/w).

Sono stati progettati patch in grado di coprire i tessuti gengivali a cavallo di due o di tre elementi dentari. Essi coprono un’area, rispettivamente, pari a 988.14 e 1233.39 mm2 con volume, per entrambi, di 1760 mm3 e peso, quasi uguale, di 1.2 g.

I prodotti finiti sono stati sottoposti a fitting test sul modello dentale, a sua volta stampato. Sono stati poi immersi in un bagno a temperatura di 37°C e pH 7.4, fino alla completa dissoluzione, osservata nell’ordine dei 90 minuti. Il rilascio di anestetico copre indicativamente i primi 60. Sono state ricavate le curve relative al profilo di rilascio del farmaco. Il cerotto esteso a 3 denti ha mostrato un profilo di rilascio più rapido, rispetto a quello limitato a 2, solamente fino ai primi 30 minuti: trascorsi questi, le due curve sono andate a convergere. Il profilo di rilascio è risultato, pertanto, legato al rapporto superficie/volume, più che alla forma del patch.

In conclusione, lo studio fornisce indicazioni promettenti, che attendono conferma clinica. Un cerotto custom-made medicato con lidocaina promette una permanenza prolungata in sito, rappresentando, pertanto, una modalità di prolungare l’azione topica della molecola. Ciò si presterebbe, per esempio, al controllo dolorifico in caso di lesioni ulcerative o in corso di interventi parodontali.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7310263/

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