Come anticipato in un precedente articolo, l’introduzione di nuovi carrier si propone di fornire un’opzione operativa efficace e ripetibile nell’esecuzione dell’anestesia locale e, dall’altra, di migliorarne l’accettazione da parte del paziente. Raggruppando i prodotti sulla base della loro recente introduzione, si trovano in realtà sistematiche assai diverse: metodica di rilascio computer-guidato (CCLAD, commercialmente nota come The Wand®), sistemi vibrotattili (che raggruppa i prodotti commercialmente noti come VibraJect®, DentalVibe®, Accupal®) iniettori jet (Syrijet®) e sistemi per l’anestesia intraossea (IO).

I vantaggi legati a The Wand, sistema di anestesia computerizzata

Si consideri il sistema CCLAD: questo consta di un’unità principale, sulla quale si inserisce la tubofiala di soluzione anestetica, collegata a un pedale e al manipolo monouso a forma di penna. Oggi, il razionale di base, definito single tooth anesthesia (STA), consiste in una somministrazione per via intraligamentosa a rilascio e pressione ridotte, per un periodo prolungato, il tutto determinato e controllato dalla macchina tramite la tecnologia DPS (dynamic pressure-sensing). Non si tratta comunque della sola opzione clinica: il sistema propone anche metodiche alternative – anterior and middle superior alveolar (AMSA) anesthesia e palatal approach anterior superior alveolar (P-ASA) – per quanto riguarda l’anestesia palatale, situazione clinica comunemente sgradevole per il paziente, oltre che per la normale anestesia plessica.

Un ultimo argomento che può essere trattato riguarda invece l’odontoiatria restaurativa e costituisce forse la nuova metodica di lavoro sulla quale negli ultimi anni si è creato maggiore interesse. A partire dagli anni ’80 con l’introduzione del Cerec® si sono aperte le porte alla diffusione di diverse sistematiche CAD/CAM. Questa tecnologia consiste nella progettazione di un restauro sia esso parziale (ad esempio un intarsio) o totale (full-crown), da realizzare per prototipazione rapida.

Un ulteriore sviluppo è arrivato con la comparsa degli scanner intraorali: il sistema di acquisizione raccoglie dati che vengono convertiti (nella maggior parte dei casi) nel formato STL (Standard Tessellation Language): la struttura tridimensionale è formata da un insieme di triangoli i vertici di ognuno dei quali è orientato rispetto ai 3 assi cartesiani x, y e z. All’atto pratico, studi recenti ammettono come tale opzione risulti ormai più rapida e pratica delle metodiche convenzionali di presa d’impronta. Una volta acquisita digitalmente, l’impronta diviene manipolabile attraverso i software CAD.

Le applicazioni della tecnologia CAD/CAM sono in realtà ancora più ampie e comprendono, ad esempio, la chirurgia guidata, che ricopre un ruolo sempre più considerevole nell’implantologia moderna.

In conclusione, oggi si può dire che, passando dalla raccolta in forma digitale dell’impronta di precisione, alla realizzazione del restauro tramite tecnologia CAD/CAM, e senza nulla togliere alla manualità del professionista, l’intero workflow sia sostanzialmente digitalizzabile.

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