Già precedenti articoli hanno considerato aspetti critici legati alla tecnica convenzionale di anestesia tronculare, denominata più correttamente blocco alveolare inferiore, aspetti che vanno dai tassi di insuccesso alla difficoltà nell’individuazione dei reperi anatomici. Una delle opzioni possibili per aggirare tali ostacoli consiste nella definizione di nuove tecniche alternative. Ad esempio, Sandoval e Suazo, ormai 10 anni or sono, hanno proposto a riguardo delle procedure che prendevano come repere fondamentale il trigono retromolare, sperimentando a loro volta tassi di insuccesso elevati. Più recentemente (2015) Ahmed e colleghi hanno proposto una tecnica differente da essi definita “single injection straight line technique”, traducibile in italiano come approccio a linea retta e singola iniezione.

Gli Autori hanno sperimentato questa metodica in un studio prospettico analitico randomizzato comprendente un campione di 207 pazienti – 138 maschi e 69 femmine di età compresa fra 25 e 55 anni – sottoposti a estrazione semplice o complessa (elemento incluso) di molare inferiore. Sono stati esclusi i soggetti affetti da discrasie ematologiche, che costituivano invece la base fondamentale del lavoro di Suazo del 2008.

Risultati della nuova tecnica di blocco alveolare inferiore

I risultati paiono promettenti in quanto, dei 207 pazienti, 202 hanno mostrato i primi sintomi dell’anestesia entro 2 minuti dall’iniezione, senza rendere necessaria una seconda somministrazione, con un tasso di successo che si attesta quindi al 97.5%.

Per quanto riguarda la procedura operativa, l’odontoiatra si pone a ore 8 per il lato destro e 11 per quello sinistro, rispetto al paziente semisupino e a bocca in apertura submassimale. Come nella metodica convenzionale, con il pollice della mano sinistra (si fa riferimento all’operatore destrimano) si palpa il bordo anteriore del ramo mandibolare alla ricerca dell’incisura coronoide. L’incisivo della stessa mano tocca il bordo posteriore della mandibola, extraoralmente. Il foro mandibolare viene a trovarsi all’incirca a metà strada tra le due dita. La siringa viene inserita all’altezza del pollice stesso, parallela e staccata di 5 mm rispetto al piano occlusale, lungo una linea passante per l’angolo disto-incisale dell’incisivo laterale inferiore omolaterale. Il punto di iniezione giace 1 cm distalmente al terzo molare e 1 cm medialmente al pollice. L’Autore suggerisce di inserire i 2/3 di un ago lungo 27 Gauge: a questo punto viene rilasciato un quantitativo di soluzione anestetica pari a 1.2 mL per il nervo alveolare inferiore. La particolarità della tecnica sta nel fatto che in fase di retrazione dell’ago vengono effettuate 2 ulteriori rilasci di anestetico – comunque nell’ambito della singola iniezione – per i nervi linguale e buccale: 0.4 mL a metà della lunghezza dell’ago e 0.2 a 1/4, rispettivamente.

Per approfondimenti leggi l’articolo integrale che illustra la ricerca

A Single Injection Straight Line Approach to Anesthetize Inferior Alveolar Nerve, Long Buccal Nerve, and Lingual Nerve: A New Technique Suhael Ahmed1 , Nafeesa Tabassum2 , Sarah Alyousef3 , Omar Al Dayel4

 

Privacy Policy