Il nervo linguale costituisce uno dei due rami terminali del tronco interno della branca mandibolare del nervo trigemino. Conduce la sensibilità somatica dei 2/3 anteriori della lingua – a cui si aggiunge la sensibilità speciale gustativa condotta tramite la corda del timpano – della mucosa sottolinguale, del pavimento orale e parte dell’aspetto linguale della gengiva. La corda del timpano veicola anche fibre parasimpatiche pregangliari dirette ai gangli sottomandibolare e sottolinguale.

Questa struttura nervosa ricopre grande importanza in chirurgia orale e maxillo-facciale. Un danno – transitorio o permanente – costituisce un’eventualità infrequente ma comunque contemplabile in una serie di interventi a livello delle regioni del terzo molare mandibolare e del pavimento orale.

L’estrazione del terzo molare inferiore è il più routinario tra gli atti chirurgici che coinvolgono tale regione anatomica. Nel caso della chirurgia implantare risulta invece meno frequente un interessamento diretto della struttura, che può essere invece coinvolta qualora risulti necessario estendere l’accesso chirurgico al sito allestendo delle incisioni di rilascio. Per questo motivo i protocolli consigliano sempre di condurre tali incisioni con un netto andamento vestibolare.

Andamento del nervo linguale

Il nervo linguale si distacca dal nervo alveolare inferiore prima che questo penetri nel canale mandibolare. Sono stati individuati tre pattern anatomici dipendenti dall’altezza della biforcazione, a cui se ne aggiunge un quarto ad aspetto plessiforme. A partire dall’origine, il nervo linguale decorre tra i muscoli pterigoidei esterno e interno in fossa infratemporale, per poi proseguire in avanti e in basso, lungo la superficie mediale dello stesso pterigoideo interno, il rapporto con il quale risulta variabile. Risulta altresì prossimo alla superficie interna della branca montante, portandosi poi poco distante (postero-inferiormente) dalla giunzione con il corpo della mandibola. Accede alla regione sottomandibolare dopo essersi portato in avanti e medialmente, a ridosso del margine inferiore del muscolo costrittore superiore del faringe. Da qui verrà a trovarsi in stretto rapporto con la regione del terzo molare inferiore. Decorre adeso al periostio sulla superficie mediale della mandibola, protetto solamente dai tessuti mucoperiostali. È a contatto con la corticale linguale nel 20-62% dei casi e si trova a livello o al di sopra della cresta alveolare nel 4.6-21% dei casi. Qualora non si ritrovi a livello della corticale linguale, decorre 0.57–7.10 mm medialmente a questa e al di sotto (2.28-16.8 mm) della cresta alveolare. Il trigono retromolare propriamente detto risulta in realtà un sito infrequente (0.15-1.5% dei casi). La distanza media dalla regione retromolare si attesta sui 7.2 mm.

Il nervo può emettere qui un collaterale, detto anche “ramo gengivale”, il quale si estende fino alla zona quinto-sesto elemento dentario.

Il decorso del nervo principale si porta decisamente verso la lingua, decorrendo in senso antero-mediale sulla superficie superiore del muscolo miloioideo. Incrocia poi il dotto della di Wharton, decorrendovi prima lateralmente, poi sotto, per poi ricorrere antero-medialmente, rivolto verso la superficie del muscolo ioglosso. Studi su cadavere riportano tale rapporto nel 62.5% dei casi; esso risulta però invertito – il nervo passa cioè al di sopra del dotto – in una casistica considerevole, pari al rimanente 37.5%. Le attuali evidenze suggeriscono poi come il punto di intersezione sia incostante.

Prima di risolversi nei rami terminali lungo il ventre linguale, il nervo può presentare ulteriori variazioni: può comunicare ad esempio con il nervo miloideo (dipendenza dalla branca mandibolare) o addirittura con il nervo ipoglosso (XII paio di nervi cranici).

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