L’anestesia tronculare o blocco alveolare inferiore continua a essere la scelta di base nel caso di trattamenti conservativi o chirurgici a livello di premolari e molari inferiori. In diversi articoli è stato più volte auspicato il superamento di questa tecnica, soggetta a tassi di insuccesso rilevanti, dipendenza dall’operatore e addirittura a potenziali complicanze anche severe, ad esempio di natura vascolonervosa. Come alternativa è stata ampiamente documentata la metodica intraligamentosa, la quale ha anche il grosso vantaggio di circoscrivere i propri effetti anestetici al singolo dente interessato dal trattamento e dai tessuti a esso immediatamente circostanti, evitando qualsiasi forma di interessamento del nervo principale. La procedura garantisce anche dosaggio farmacologico ridotto, onset rapido e si presta anche nel caso di pazienti complessi in termini di salute generale.

Evoluzione in anestesia grazie alla sistematica computerizzata

La sistematica intraligamentosa di base prevede il rilascio della soluzione anestetica a pressione elevata impiegando carrier specifici. Alcuni Autori obiettano la possibile traumaticità della manovra nei confronti del tessuto parodontale. Un importante sviluppo della tecnica denominata Single Tooth Anesthesia (STA) prevede il controllo computerizzato della pressione di somministrazione intraligamentosa (sistematica CCLAD).

Un test su un altro strumento a rilascio di anestetico con pressioni controllate

Come anticipato, la regione posteriore dell’arcata inferiore costituisce un limite alla normale procedura di infiltrazione locale (INF, l’anestesia plessica in altre parole) per ragioni in primo luogo anatomiche. Tuttavia, Thiem e colleghi hanno presentato recentemente un lavoro scientifico che, in appoggio anche ad altri studi recenti (El-Kholey 2013, Bataineh e Flanagan 2016) ha parzialmente ridiscusso tali premesse. Gli Autori hanno pertanto proposto una tecnica ibrida, con un carrier dedicato, di infiltrazione locale a pressione (P-INF). Lo strumento monta le comuni tubofiale da 1.8 mL e ago corto 25 Gauge. Il protocollo operativo è stato confrontato direttamente con il blocco alveolare inferiore.

Lo studio ha interessato un totale di 101 pazienti indirizzati ciascuno a estrazione singola (semplice o complessa) e randomicamente assegnati al gruppo caso (P-INF) o controllo. La molecola utilizzata è sempre stata articaina al 4% con epinefrina 1:100000.

Sulla base dei dati e della relativa elaborazione statistica, per quanto la nuova metodica – comunque proposta anche per diverse applicazioni cliniche – abbia incontrato un risultato favorevole in uno degli obbiettivi secondari (è risultata essere meno dolorosa), essa ha riportato un tasso di successo inferiore (obbiettivo questo primario), richiedendo un maggior numero di seconde somministrazioni. Ciò nulla toglie alle già citate limitazioni legate al blocco alveolare inferiori, né delegittima la ricerca di alternative efficaci, al pari della metodica intraligamentosa classica o computer-guidata (CCLAD).

Extraction of mandibular premolars and molars: comparison between local infiltration via pressure syringe and inferior alveolar nerve block anesthesia Daniel G. E. Thiem Florian Schnaith Caroline M. E. Van Aken Anne Köntges Vinay V. Kumar Bilal Al-Nawas Peer W. Kämmerer

 

Privacy Policy