L’anestesia tronculare a carico del nervo alveolare inferiore costituisce una delle tecniche iniettive maggiormente impiegate nella pratica clinica, dato che trova impiego innanzitutto in chirurgia orale ma anche nell’ambito della conservativa ed endodonzia. L’effetto coinvolge l’intera arcata dentale inferiore fino alla linea mediana, il corpo mandibolare e la parte inferiore del ramo, e i territori del nervo mentoniero (oltre alla regione dentaria incisale, periostio e mucosa anteriore alla zona premolare) e, solitamente, del nervo linguale (emilingua e pavimento orale).

La diffusione della tecnica, sottolineano gli Autori, è corrisposta da un’efficacia e una ripetibilità spesso non all’altezza. Anche a fronte di un’esecuzione corretta, infatti, sono attestabili dati di insuccesso clinico compresi tra il 15 e il 20%. nella metodica classica il sito di inserzione viene posto ai 2/3 o 3/4 della distanza tra concavità del processo coronoideo e bordo posteriore: l’ampio margine di errore deriva in gran parte proprio da tale variabilità di repere.

Thangavelu e colleghi, in un lavoro pubblicato pochi anni fa su Anesthesia Essays and Researches, hanno presentato un adattamento della tecnica classica, che tenesse conto delle opzioni alternative già diffuse – in primis, la sequenza operativa come narrata da Malamed, standard anche scolastico della procedura – con il fine di aumentare il tasso di successo.

Procedura alternativa per una migliore efficacia della tronculare del nervo alveolare inferiore

Qui di seguito viene sintetizzata la procedura operativa proposta dagli Autori, che raccomandano l’uso di un ago da 32 mm e 25 Gauge. Il paziente viene fatto accomodare in posizione semisupina, leggermente al di sotto del gomito dell’operatore. Gli viene richiesta la massima apertura, con il piano occlusale inferiore posto parallelo al pavimento.

L’operatore palpa con il pollice il bordo anteriore della mandibola e vi individua il punto mediano tra piano occlusale superiore e inferiore, che dovrebbe corrispondere alla  concavità del processo coronoideo. Un primo sito di inserzione viene posto 6-8 mm sopra e 8-10 mm dietro a questo punto. La siringa viene orientata su un asse passante tra canino e primo premolare controlaterali. L’asse viene poi variato temporaneamente al fine di verificare la profondità di inserzione, che dovrebbe essere di 21-24 mm, e la posizione rispetto al margine anteriore. Riportata la siringa all’asse originario, la punta dell’ago dovrebbe trovarsi al di sopra del foro mandibolare: a questo punto potrà essere somministrata la soluzione anestetica (in precedenza vengono somministrate solo poche gocce).

In conclusione, gli Autori riferiscono dati promettenti riguardo alla tecnica, con un success rate pari al 95% al primo passaggio, senza aspirazioni positive né complicanze. Solo il 5% dei 500 pazienti trattati ha richiesto una seconda somministrazione prima di riferire un livello sufficiente di anestesia.

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