Il nervo mentale costituisce uno dei rami terminali del nervo alveolare inferiore: è costituito da fibre sensitivi che veicolano la sensibilità, oltre che di una parte della gengiva, di parte del labbro inferiore e della cute del mento.

Si definisce “loop anteriore” quel tratto ancora intraosseo che supera il forame mentale. Il nervo andrà a curvare quindi all’indietro prima di emergere, appunto, presso il foro.

La posizione del foro, insieme con la possibile presenza del loop anteriore, espone il nervo a possibile interessamento traumatico, che tende a manifestarsi principalmente nel corso di interventi implantologici.

La radiografia panoramica, la cui immagine presenta distorsioni e ingrandimento incostante, è largamente usata nella pianificazione del trattamento implantare, ma può condurre a errori nell’ipotizzare il decorso della struttura in esame.

Al fine di valutare parametri realistici, può essere pertanto indicata la raccolta di un esame tridimensionale rappresentato dalla TC cone beam.

Recentemente, Gupta e colleghi hanno pubblicato su Journal of Maxillofacial and Oral Surgery uno studio retrospettivo volto a valutare la distanza tra il loop anteriore e il forame mentale.

Quanto spesso c’è il loop anteriore del nervo mentale?

Il lavoro ha considerato un campione di 149 pazienti sottoposti a TC cone beam.

I risultati dello studio rilevano l’assenza del loop anteriore nel 56.4% dei pazienti sul lato sinistro e nel 61.7% su quello destro.

29 pazienti, corrispondenti al 19,5% del campione, presentavano un loop di lunghezza fino a 4 mm, tanto sul lato destro quanto da quello sinistro. Un altro 16.8% sul lato sinistro e il 14.1% sul lato destro riportavano un loop di lunghezza superiore, compresa tra 4.1 e 8 mm. I restanti 7.4% (a sinistra) e 4.7% (a destra) presentavano, infine, loop anteriore ancora più sviluppato (oltre 8 mm).

I risultati dello studio denotano, complessivamente, la mancanza del loop anteriore in più della metà del campione analizzato.

Volendo suggerire un margine di sicurezza minimo, gli autori indicano la soglia dei 4 mm, entro la quale cade la maggior parte dei loop rilevati. Il dato è stato anche soppesat con i risultati dei pochi altri studi anatomici precedentemente disponibili.

Una quota rilevante di casi della presente ricerca, tuttavia, rientra nel range immediatamente successivo, che arriva fino agli 8 mm.
In conclusione, gli autori affermano come, allo stato dell’arte attuale, la TC cone beam costituisca una metodica insostituibile nella valutazione della presenza e dell’estensione del loop anteriore. Tale esame risulta, pertanto, sempre indicato nello studio delle chirurgie implantari interessanti la regione immediatamente anteriore al forame mentale.

Riferimenti bibliografici
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32346225/
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