La chirurgia guidata rappresenta un’innovazione tre le più stimolanti in ambito implantologico e si presta ormai a un impiego clinico ordinario. In breve, consiste nel pianificare l’intervento sulla base degli esami tridimensionali TC, impostando preoperativamente l’esatta posizione di inserimento degli impianti e progettando la riabilitazione protesica – o meglio il contrario, inserendo gli impianti in posizione favorevole alla futura protesi (implantologia protesicamente guidata). Sulla base del progetto implanto-protesico, viene modellata a computer una dima chirurgica (la procedura realizzativa CAD/CAM è qui volutamente semplificata) che, fissata all’arcata edentula o parzialmente edentula permetta di inserire gli impianti nella posizione predeterminata – e solo in quella. La metodica è indicata nella chirurgia flapless ma non ne è un sinonimo: è difatti ugualmente impiegabile nel caso in cui si pianifichi di condurre l’intervento a cielo aperto.

Un altro evidente vantaggio di tipo anatomico-chirurgico consiste nella tutela delle strutture nobili individuate nella TC. Ad esempio in arcata superiore, pianificando di mantenere 2 mm di spessore rispetto al pavimento del seno mascellare, realizzando la dima con le relative boccole e abbinando le frese da preparazione del sito (graduate) agli stop corretti, è pressoché fisicamente impossibile superare il limite impostato, se il protocollo viene condotto correttamente. Ora, si immagini di utilizzare questo stesso razionale all’opposto, ovvero avvicinare volutamente (non certo invadere) una struttura, nervosa ad esempio: si tratta del concetto alla base del blocco nervoso guidato.

La valutazione tridimensionale rende possibile “l’anestesia guidata”

Il lavoro recentemente pubblicato da Dahiya e colleghi su Journal of Prosthetic Dentistry considera un caso di edentulia mascellare completa con anestesia guidata dei nervi nasopalatino e palatini maggiori: la manovra garantisce allo stesso tempo la massima accuratezza dell’anestesia e la protezione delle strutture vascolonervose da eventuale danno iatrogeno.

Tale approccio procedurale costituirebbe secondo gli Autori anche una risposta alle segnalazioni per cui le dime a supporto mucoso garantirebbero un’accuratezza inferiore al confronto con quelle a supporto osseo. Ciò sarebbe da correlare alla compressibilità dei tessuti molli e/o alla loro distensione post-infiltrazione, la quale potrebbe interferire con il perfetto alloggiamento della guida.

I canali sono soggetti a variabilità anatomica nel decorso e nei relativi sbocchi: l’indagine tridimensionale fornisce normalmente i riferimenti necessari. Dal punto di vista pratico, l’aspetto più interessante consiste nel duplice utilizzo dei reperi foraminali. Le boccole per l’inserimento dell’ago sono stati infatti incorporate all’interno di alcuni dei pin di fissazione della dima, appositamente allineati alle traiettorie dei canali. In tali punti la dima è stata disegnata per non poggiare direttamente sulla superficie mucosa, lasciando 6-8 per la distensione del tessuto. La procedura prosegue e si conclude come una qualsiasi chirurgia implantare guidata. Di fatto, la metodica proposta – si consiglia la visione del testo integrale che fornisce una trattazione tecnica dettagliata – si risolve in una semplice aggiunta alla pianificazione CAD, facilmente applicabile per chi utilizza la chirurgia guidata nella propria pratica clinica.

Riferimenti bibliogafici

The Journal of Prosthetic Dentistry Digital technology for performing a nasopalatine and greater palatine nerve block with a modified implant surgical guide: A technique article Ankur Dahiya, BDS, MDS, MSD,aAntoanela Garbacea, DDS, MSD,bMathew T. Kattadiyil, BDS, MDS, MS,cand Abdulaziz AlHelal, BDS, MS

Implant Dent. 2017 Aug;26(4):500-509. doi: 10.1097/ID.0000000000000620. Freehand Versus Guided Surgery: Factors Influencing Accuracy of Dental Implant Placement. Choi W1, Nguyen BC, Doan A, Girod S, Gaudilliere B, Gaudilliere D.

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