La gestione dello stimolo dolorifico o, meglio, la prevenzione del dolore intraoperatorio costituisce un’esigenza fondamentale nel paziente pediatrico. Il dolore costituisce uno delle cause fondamentali dell’ansia odontoiatrica: paradossalmente, tuttavia, è la stessa anestesia iniettiva a rappresentare uno dei trigger più forti in questo senso.

Le linee guida dell’American Academy of Pediatric Dentistry, per questo motivo, supportano, l’utilizzo e la sperimentazione di metodiche alternative non farmacologiche o che, comunque, siano in grado di mediare la tecnica iniettiva di modo da ridurne il fastidio associato.

La crioterapia topica, ovvero l’applicazione del freddo è un metodo efficace in diverse aree della superficie corporea al fine di ridurre le stimolazioni dolorifiche.

Tale soluzione, traslata nella sede stomatognatica, potrebbe essere un’opzione semplice, magari ben accettata anche dai piccoli pazienti, che ne hanno esperienza in relazione all’uso da parte dei genitori a seguito di piccoli incidenti domestici o sportivi.

Partendo da queste premesse, Bilsin ha condotto uno studio, recentemente pubblicato su Journal of PeriAnesthesia Nursing, volto a sperimentare l’efficacia del raffreddamento – e anche della stimolazione vibratoria – nella riduzione del sintomo dolorifico connesso alla procedura iniettiva anestesiologica.

Lo studio ha sondato un totale di 60 pazienti di età compresa tra i 7 e 12 anni, tutti indirizzati all’estrazione di un molare deciduo.

Il campione è stato di viso in due gruppi numericamente equivalenti: un gruppo controllo e un gruppo caso. Questi ultimi pazienti sono stati sottoposti all’applicazione di un device di raffreddamento e vibrazione due minuti prima dell’anestesia mandibolare, condotta con ago da 21 mm (30 gauge) e 2 mL di lidocaina al 2%. la stimolazione fredda-vibratoria è proseguita lungo tutta la somministrazione.

Il dato dolorifico è stato valutato tramite la Frankl Behavior Scale, la quale prevede che la valutazione della risposta del bambino al trattamento venga classificata come decisamente negativa, negativa, positiva o decisamente positiva, e la Wong-Baker Faces Pain Rating Scale, per la quale il dolore (crescente da 0 a 10) viene determinato sulla base dell’espressione facciale (da sorridente a piangente).

Gli score dolorifici medi secondo la Wong-Baker Scale registrati sono 3.33 ± 1.91 e 0.86 ± 1.13, rispettivamente per il gruppo controllo e per il gruppo caso: la differenza tra i due è risultata essere statisticamente significativa.

Per ammissione stessa degli autori, il limite principale del protocollo, che pure si è dimostrato efficace nei fatti, consiste nel mancato superamento della procedura iniettiva convenzionale, il che ha scatenato diverse crisi di pianto tra i soggetti dello studio. Pare pertanto giusto dare spazio anche a studi che considerino tecniche alternative atte a eliminare del tutto questo fondamentale trigger dell’ansia odontoiatrica nel paziente pediatrico.

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31564620

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