Le molecole principali molecole degli anestetici locali, somministrate per via iniettiva e impiegate nella gestione del dolore intraoperatorio in odontoiatria annoverano tra i loro vantaggi una buona sicurezza d’impiego in termini di complicanze. Le reazioni avverse sono attestabili in una casistica pari al 2-3% delle somministrazioni. La maggior parte di queste, non va dimenticato, sono reazioni di tipo psicogeno – crisi d’ansia, iperventilazione, lipotimia – collegabili con la prestazione odontoiatrica e, in particolare, con la procedura iniettiva. Ciò detto, queste non possono essere collegate in alcun modo, dal punto di vista organico, con la somministrazione dell’anestetico locale.

Il passaggio alla classe farmacologica degli amidi ha peraltro abbattuto considerevolmente, rispetto agli esteri, uno dei rischi più temibili, ovvero l’insorgenza di reazioni di ipersensibilità all’anestetico locale, siano esse reazioni d’organo o reazioni anafilattiche o anafilattoidi. Gli amidi, oltre che meno allergizzanti, non sono soggetti a cross-reattività con altre molecole. Va ricordato a questo proposito che in molti casi la reazione allergica viene sviluppata nei confronti non del farmaco, ma di uno fra i suoi eccipienti. Da questo punto di vista, anche il contenuto delle tubofiale è cambiato negli anni. Ciò detto, le allergie a farmaci costituiscono sempre uno dei più importanti dati anamnestici da indagare.

Gli effetti indesiderati di tipo farmacologico, quindi, costituiscono di per sé delle evenienze non comuni. All’interno di questo gruppo, la casistica maggiormente frequente è rappresentata dalle reazioni di tossicità causata da sovradossaggio. Il sovradossaggio potrà essere in termini assoluti – vale a dire una somministrazione che supera la posologia massima indicata per ogni singola molecola in una determinata fascia di età – oppure relativi – da accelerato assorbimento (somministrazione in un tessuto iperemico) o da metabolizzazione rallentata, ad esempio per disfunzione d’organo. Riguardo a quest’ultimo processo, è bene ricordare che il metabolismo degli amidi è tipicamente epatico, con l’eccezione dell’articaina, che viene metabolizzata in gran parte a livello plasmatico.

Effetti da sovraddosaggio e interazioni con gli anestetici locali

Il rischio di sovradosaggio è a maggior ragione valido in caso di cosomministrazione di due diversi anestetici locali. Non si tratterà quindi, in questo caso, di una vera e propria forma di interazione farmacologica.

Un caso di interazione propriamente detta può invece avvenire nel caso di pazienti trattati con analgesici narcotici, soprattutto se bambini. Gli oppioidi possono infatti aumentare il rischio di tossicità degli anestetici locali, con depressione del sistema nervoso centrale. Altre interazioni farmacologiche sono state descritte: anche in questo caso, tuttavia, esse riguardano principalmente molecole che, nella sostanza, non trovano impiego clinico, come l’amide prilocaina o addirittura l’estere procaina.

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