Un’anamnesi completa è un dato clinico e medico-legale di primaria importanza e deve essere correttamente raccolta, archiviata e aggiornata dal medico odontoiatra e dal personale assistenziale, in ottemperanza con la deontologia professionale e con le vigenti norme in materia di privacy e di trattamento dei dati sensibili. Dal punto di vista clinico, un elemento dalle forti implicazioni che spesso esige di essere indagato approfonditamente è quello delle condizioni allergiche, con particolare riferimento ai farmaci di comune impiego odontoiatrico. Tra di essi, gli anestetici locali sono probabilmente i più utilizzati in assoluto.

Il presente articolo si propone di esporre brevemente alcuni concetti legati alle reazioni avverse sistemiche susseguenti la somministrazione di anestetico locale, relativamente comuni e frequentemente indicate come allergie.

Di fatto, si stima che solo un episodio su cento sia poi effettivamente confermato come reazione allergica all’anestetico locale, inteso come principio attivo. Alcuni di questi episodi accertati sono presenti in letteratura come case report: è sostanzialmente su questi che si basa la suddetta stima.

In primo luogo, alcuni fenomeni possono seguire eccesso in termini quantitativi (si pensi al caso pediatrico in cui la dose è calcolata sul peso e non si esprime più semplicemente in tubofiale), assorbimento rapido, somministrazione intravascolare (per la cui prevenzione è sempre raccomandata la prova di aspirazione) e possibili sequele cardiovascolari, neurologiche (a carico del sistema nervoso centrale), oltre a episodi di natura psicogena e idiosincrasica.

In secondo luogo l’anestetico locale odontoiatrico si presenta sotto forma di tubofiala, con il principio attivo (di cui è sempre indicata la percentuale) diluito in soluzione acquosa insieme con altre sostanze. Tra di esse, gli allergeni principali sono i metabisolfiti, additivi antiossidanti spesso presenti nelle formulazioni contenenti adrenalina e usati in realtà ampiamente anche nell’industria alimentare. I possibili effetti allergici comprendono asma, rinosinusite vasomotoria, prurito, orticaria e angioedema.

I casi di ipersensibilità al principio attivo vero e proprio si riducono e, in più, interessano maggiormente la classe degli esteri e, propriamente, un loro metabolita comune (acido para-aminobenzoico), il che induce fenomeni di cross-reattività tra molecole diverse. Ciò ha contribuito in modo sostanziale all’abbandono di questa classe di farmaci in favore delle amidi, molecole che in effetti sono raramente coinvolte in fenomeni di ipersensibilità, peraltro non necessariamente in maniera incrociata.

In virtù di tutte queste premesse, la diagnosi di una vera allergia da anestetico locale – che prevede la collaborazione con medico di base e specialista allergologo – si basa in prima analisi sull’esclusione di tutte le condizioni allergiche più comuni in ambito odontoiatrico, in termini di farmaci ma anche di materiali, per esempio il lattice.

Riferimenti bibliografici

Australian Dental Journal Investigation and diagnosis of an immediate allergy to amide local anaesthetic in a paediatric dental patient G Allen D Chan S Gue

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_127_allegato.pdf

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