I farmaci antibiotici costituiscono una classe di molecole impiegate nel trattamento di patologie di tipo infettivo a origine batterica. La bocca ospita una quantità notevole di batteri, suddivisi tra circa 500 specie diverse, alcune delle quali potenzialmente patogene.

Gli antibiotici sono per questo tra i farmaci maggiormente prescritti (probabilmente secondi solo agli antidolorifici) dagli odontoiatri. Possono essere utilizzati sia a scopo preventivo che terapeutico.

Il secondo caso rappresenta il più semplice: l’odontoiatra può decidere di impostare una terapia antibiotica in presenza di un infezione odontogena, ad esempio un ascesso. L’antibiotico potrà essere anche somministrato come adiuvante alla terapia vera e propria (devitalizzazione o estrazione del dente)

Profilassi antibiotica in odontoiatria

Come anticipato, in determinati casi, gli antibiotici possono essere impiegati in maniera preventiva – si parla di profilassi antibiotica – nel caso in cui l’odontoiatra giudichi il paziente a rischio di sviluppare un’infezione. La scelta viene effettuata sulla base della condizione clinica del paziente, la quale viene rapportata con quanto stabilito dalle evidenze scientifiche. Il più delle volte la profilassi ha lo scopo di salvaguardare comunque il paziente da patologie locali di competenza odontoiatrica. Può essere somministrata, ad esempio, in previsione di un intervento chirurgico quale l’estrazione di un dente del giudizio incluso.

In determinati casi, tuttavia, la profilassi antibiotica viene prescritta al fine di proteggere il paziente dal rischio di infezioni sistemiche e, pertanto, potenzialmente gravi. Non si tratta di condizioni che interessano tutti i pazienti, ma riguardano solitamente persone con patologie particolari. È il caso ad esempio della profilassi per l’endocardite batterica, che viene richiesta in vista di alcuni trattamenti odontoiatrici (compresa la semplice pulizia professionale, o ablazione del tartaro) nel caso di persone con malformazioni cardiache, problematiche di valvole cardiache e altre condizioni. È anche per questo fondamentale che il paziente comunichi con esattezza le informazioni sulla propria salute (dette anamnesi) al proprio odontoiatra, rispondendo con precisione alle domande che gli vengono poste.

Gli antibiotici vengono innanzitutto distinti per azione, tra batteriostatici (bloccano la riproduzione dei microrganismi) e battericidi (uccido direttamente i batteri).

Come si classificano gli antibiotici di uso odontoiatrico?

Dal punto di vista operativo, la classificazione più semplice è quella che raggruppa le molecole in diverse famiglie antibiotiche. Non tutte queste trovano comune utilizzo, nella pratica odontoiatrica, la quale si focalizza anzi sostanzialmente su due di esse: beta-lattamine e macrolidi.

La famiglia delle beta-lattamine comprende l’antibiotico probabilmente maggiormente prescritto all’uso odontoiatrico, ovvero l’amoxicillina. Si tratta di un battericida, che può essere somministrato insieme con l’acido clavulanico, un inibitore delle beta-lattamasi.

I macrolidi comprendono invece molecole quali eritromicina e claritromicina, batteriostatici.

Nel complesso, gli antibiotici costituiscono uno strumento molto efficace, al netto di effetti nocivi tollerabili o facilmente affrontabili. Ad esempio, danni alla flora intestinale possono essere trattati con l’assunzione di fermenti lattici.

Questi farmaci, tuttavia, richiedono di essere utilizzati correttamente: in caso contrario, possono predisporre a problematiche importanti, a volte difficili da affrontare.

Una di esse è costituita dalle allergie, condizione che riguarda principalmente le beta-lattamine. Posto che il paziente consapevole di aver avuto pregressi episodi allergici lo dovrà comunicare prima della prescrizione dell’antibiotico, chi invece sperimenti sintomi allergici per la prima volta dovrà allertare lo stesso clinico o il proprio medico di base. Nella maggior parte dei casi, non ci sarà motivo di allarmarsi e, al massimo, si provvederà a sostituire il farmaco.

Le resistenze batteriche agli antibiotici

Un’altra problematica, che negli ultimi anni ha conosciuto maggiore consapevolezza generale, è quella della resistenza di ceppi batterici ai comuni antibiotici. Il paziente odontoiatrico, al fine di abbattere tale rischio, dovrà attenersi a poche semplici regole: assumere antibiotici solo quando richiesto dal clinico e attenersi alle indicazioni in termini di orari (essere preciso nelle scadenze durante la giornata) e tempi (non sospendere l’antibiotico prima di quanto prescritto).

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