La gestione dell’ansia odontoiatrica costituisce uno degli elementi chiave dell’approccio al paziente pediatrico. In letteratura si ritrovano numerose indicazioni positive legate alla cosiddetta terapia comportamentale. In questo senso si ritrova concordanza sul fatto che l’alleanza terapeutica, la fiducia nel clinico, la partecipazione al piano di cure, soprattutto nel caso di paziente molto piccolo, debbano essere mediate dal caregiver, che più comunemente sarà il genitore.

Pare lecito domandarsi il valore di un comportamento opposto, ovvero l’espressione da parte del genitore di un sentimento negativo: tale atteggiamento è in grado di compromettere il percorso terapeutico del figlio? È indubbio che, per una coscienza in formazione, quello genitoriale rappresenti un modello importante. Il bambino tende a fare propri comportamenti e modi di pensare del genitore.

Tornando al caso specifico dell’ansia odontoiatrica, Wu e Gao hanno condotto uno studio a partire da una correlazione genitore-figlio supportata da un’evidenza di grado moderato. Un recente studio condotto negli Stati Uniti riporta come il 40% dei genitori fornisca ai figli un feedback negativo delle proprie esperienze odontoiatriche pregresse, concordando nel suggerire come l’ansia sia spesso un sentimento condiviso da genitori e figli. Altri Autori si sono chiesti chi, tra madre e padre, possa veicolare input più forti, ma, in tal senso, i dati sono al momento contrastanti e non permettono di formulare conclusioni. Altri studi hanno provato a correlare lo “stile genitoriale”, cioè il modello educativo (autorevole, autoritario o permissivo), alla paura del dentista: anche in questo caso pare necessario incrementare il corpus scientifico sull’argomento. Più di un Autore riporta invece la tendenza alla minore collaborazione da parte di primogeniti e figli unici. Anche i fratelli sarebbero peraltro in grado, come i genitori, di trasmettere tali modelli comportamentali.

Partendo da tali premesse, i due Autori sopracitati hanno indagato la possibile relazione tra ansia odontoiatrica e una serie di fattori legati all’ambiente famigliare.

Lo studio ha coinvolto 405 nuclei famigliari di Hong Kong, i quali hanno risposto a 4 diversi questionari: (1) un’indagine su composizione della famiglia e suo status socioeconomico, completata dai genitori, (2) una valutazione dello stile genitoriale e, infine, dell’ansia odontoiatrica (3) da parte dei genitori e (4) dei figli (9-13 anni).

I dati sperimentali smentiscono una correlazione con lo status socioeconomico e soprattutto, con ansia odontoiatrica parentale e modello educativo. Forse più inaspettatamente, pare invece essere la composizione famigliare un fattore predittivo dell’ansia odontoiatrica: in particolare, la presenza di fratelli ne sarebbe una possibile determinante.

Riferimenti bibliografici

Title: Children’s dental fear and anxiety: exploring family related factors. Oral Health [1472-6831] Wu, Lingli yr:2018 vol:18 iss:1

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