L’ematoma consiste nella formazione di una raccolta ematica a livello di un tessuto, a seguito di un danno vascolare. L’esecuzione dell’anestesia tramite tecnica iniettiva prevede un traumatismo, seppure tendenzialmente assai lieve. Si supponga l’interessamento accidentale di alcune piccole strutture vascolari: è pertanto da contemplare come complicanza la formazione di un ematoma a livello dei tessuti molli intraorali o, potenzialmente, esteso alla sede cutanea extraorale.

Si tratta di un’eventualità non comune e, nella maggior parte dei casi, di limitata entità. Alle volte l’estensione è maggiore: in tal senso, basta che rimanga interessato un vaso, anche piccolo, di tipo arterioso, essendo questo soggetto a pressione tale da sostenere un’effusione ampia. È importante che l’odontoiatra gestisca bene tali problematiche e il relativo decorso, in primis al fine di rassicurare il paziente (verosimilmente preoccupato: è sempre consigliabile precisare, negli interventi a rischio, questo tipo di complicanza) e anche nell’eventualità di ulteriori conseguenze dannose.

Una misura preventiva del danno vascolare è il test di aspirazione (il cui scopo principale è di evitare la diretta somministrazione intravascolare dell’anestetico locale) e, in più, a fine rilascio, una lenta rimozione dell’ago.

Ematoma subito dopo anestesia o a distanza di tempo

L’approccio è legato alla fase in cui la complicanza viene riconosciuta e, in secondo luogo, alla sede in cui essa si presenta. Quest’ultima è indicativa del tratto vascolare coinvolto e, dunque, della tecnica anestesiologica adottata. Si consideri in primo luogo l’approccio immediato, che presuppone la comparsa in tempo reale dell’ematoma.

L’indicazione generale consiste nell’esercitare una pressione locale prolungata (tendenzialmente almeno 2 minuti) atta ad arrestare il sanguinamento. Nel caso della procedura di blocco nervoso alveolare inferiore, la sede da premere consiste nell’aspetto interno del ramo mandibolare.

L’ematoma della regione infraorbitaria è potenzialmente molto ampio e a rapida insorgenza. Di conseguenza, risulta meritevole di particolare attenzione, anche trattandosi di una regione cutanea. La tecnica operativa corretta prevede però una pressione diretta sulla zona del forame infraorbitario, il che agisce in maniera preventiva della complicanza.

Il trattamento differito si basa solitamente sull’approccio wait and see: il paziente dev’essere avvertito del possibile indolenzimento con conseguente forma di trisma. Va inoltre raccomandato di applicare impacchi freddi e non caldi, soprattutto nel corso delle prime ore. Nel caso di ematomi particolarmente importanti, riscontrabili in case report presenti in letteratura, può essere messa in atto una copertura antibiotica atta ad abbattere il rischio di sovrainfezione.

L’ematoma va normalmente incontro a riassorbimento nel giro di 1-2 settimane circa. Questo periodo e in generale la potenziale gravità della problematica è legata alla storia clinica del paziente, soprattutto di quello anziano.

 

Privacy Policy