La gestione del dolore postchirurgico costituisce un aspetto critico in alcune specifiche procedure odontoiatriche. Si pensi, ad esempio, all’avulsione di terzi molari inferiori in stato di inclusione, che spesso può richiedere manovre indaginose in termini ampiezza di accesso chirurgico (lembo) e osteoctomia, procedura chirurgica e decorso postoperatorio. A seguito di interventi di questo tipo, l’andamento dei livelli dolorifici prevede un picco in prima giornata, per poi proseguire, potenzialmente, fino a una settimana circa.

Concettualmente, in questi casi, sarebbe utile estendere l’analgesia determinata dalla somministrazione anestetica fin oltre l’intervento, attraverso un corretto impiego di antidolorifici. Tra questi, la prima linea da considerare è rappresentata dai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Più recentemente, alcuni studi hanno sollevato un certo interesse nei confronti di altre molecole, come ad esempio il tramadolo, un oppioide sintetico, abbastanza noto agli odontoiatri perché impiegato nel trattamento della nevralgia del trigemino.

La molecola è disponibile come sale (tramadolo cloridrato) iniettabile e, per questo, nonostante sia documentato il ridotto impatto di alcuni effetti collaterali sistemici tipici degli oppioidi (depressione respiratoria, costipazione), sono stati ampiamente studiati gli effetti della somministrazione locale. In chirurgia generale, ad esempio, la somministrazione di tramadolo in aggiunta all’infiltrazione di anestetico locale è in grado di prolungare l’efficacia di quest’ultima e di ridurre il consumo postoperatorio di antidolorifici.

In ambito odontoiatrico, lo studio di Iqbal e Shetty ha recentemente valutato l’efficacia dell’iniezione sottomucosa di tramadolo nella gestione del dolore postoperatorio dopo chirurgia del terzo molare incluso.

Il trial clinico randomizzato, i cui risultati sono stati pubblicati a fine 2019 su Journal of Oral and Maxillofacial Surgery, ha coinvolto un campione di 60 pazienti (32 uomini, età 19-45 anni), indirizzati appunto a estrazione. Ciascun paziente è stato sottoposto a medesime profilassi antibiotica, procedura chirurgica e anche anestesia locale: blocchi nervosi alveolare inferiore, linguale e buccale lungo, con lidocaina 2% associata a epinefrina 1:200000. Il gruppo caso ha ricevuto inoltre, subito dopo la sutura, la somministrazione di tramadolo, diluito in soluzione salina, al dosaggio di 1 mg prokilo. Il gruppo controllo, numericamente equivalente, ha ricevuto un placebo di sola soluzione salina.

Gli score dolorifici – valutati tramite scala visuo analogica e sottoposti ad analisi statistica mediante unpaired Student t test – sono risultati significativamente inferiori a 0.5, 1, 2, 4 e 6 ore, non alle successive rilevazioni, raccolte a 12, 24 e 48 ore.

Lo studio ha pertanto stabilito l’efficacia della somministrazione sottomucosa di tramadolo nella riduzione del dolore postoperatorio nella chirurgia estrattiva del terzo molare inferiore incluso, rilevando però una limitazione temporale. L’effetto si esprime significativamente, infatti, fino alla soglia delle 6 ore post-procedurali.

Riferimenti bibliografici
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