Il tema della gestione del pH del contenuto della tubofiala è già stato trattato in articoli precedentemente apparsi su queste stesse pagine.

Il paziente pediatrico, forse più di tutti, si trova particolarmente esposto al timore nei confronti dell’iniezione anestetica e, in particolare, alla sensazione dolorifica a essa legata. Razionalizzando, oltre che alla paura innata degli aghi, il trigger dell’anestesia consiste nella sensazione urente percepita a carico dei tessuti molli, legata anche alla differenza di pH, mille volte più acido rispetto a quello del tessuto sottocutaneo. Riportando questo a valori vicini al fisiologico, appena prima della somministrazione,

Diversi studi, tuttavia, al di là della sensazione direttamente legata all’infiltrazione, hanno indicato nell’alcalinizzazione del pH una misura in grado di migliorare gli effetti farmacodinamici delle molecole impiegate. La revisione sistematica di Kattan (JADA 2019) ha stabilito la maggiore efficacia, nell’adulto, dell’anestesia locale tamponata rispetto a quella non tamponata, con un likelihood ratio pari a 2.29

Recentemente, Meincken e colleghi hanno condotto uno studio, pubblicato su Pediatric Dentistry, atto a valutare nel soggetto pediatrico, appunto, il dolore iniettivo e l’onset time nell’anestetico locale tamponato, confrontato con un controllo non tamponato.

Il campione risulta pari a 65 pazienti di età compresa tra i 7 e gli 11 anni, tutti in realtà già in grado di offrire buona cooperazione dentale.

Il lavoro è stato disegnato secondo un modello prospettico, randomizzato, single-blind, split-mouth. In altre parole, i pazienti hanno ricevuto anestesia locale alternatamente con entrambe le soluzioni anestetiche. Per quanto riguarda il lato di inizio, gli operatori hanno proceduto con il criterio di estensione delle lesioni cariose.

La misurazione della percezione dolorifica è stata effettuata tramite l’ausilio della Wong-Baker FACES pain rating scale e della Ohio State University behavior rating scale.

In totale sono state somministrate 130 manovre di blocco nervoso alveolare inferiore. Utilizzando lidocaina (2% associata ad adrenalina 1:100000) tamponata, l’onset time medio è risultato pari a 2.22 minuti, inferiore a quello ottenuto con soluzione non tamponata (2.53 minuti) ma in maniera non significativa. Contrariamente a quanto atteso, anche il dato dolorifico, pur ridotto, non è risultato significativamente inferiore nel gruppo caso.

Al di là dei possibili limiti dell’indagine, è probabile che, ricollegandosi all’incipit della presente trattazione, il soggetto pediatrico presenti una percezione dolorifica e una componente psicologica in grado di influenzare i risultati desiderati nello studio. Nell’approccio a tali soggetti, pertanto, è bene orientarsi anche su metodiche alternative utili ad assicurare il controllo della stimolazione dolorifica durante la manovra anestetica.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31648665

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