Oggigiorno sembra ovvio e logico racchiudere la valutazione psicosociale nell’approccio generale al paziente odontoiatrico. La necessità di considerare questi aspetti all’interno dello studio clinico e nella messa a punto del piano di cure è in realtà relativamente recente. Si fa risalire infatti ai lavori di Cohen e Finch alla fine degli anni ’80 e nella maggior parte dei paesi è stata istituzionalizzata ancora più avanti, ad esempio nel Regno Unito con le linee guida NICE del 2004.

Partendo da queste considerazioni, Shahid e Freeman dell’Università di Dundee hanno condotto uno studio volto a indagare i fattori psicosociali che potenzialmente interessano la clinica odontoiatrica: costi, ansia dentale, comunicazione. I ricercatori si sono inoltre domandati se la loro interazione tra tali fattoria possa mediare il rapporto tra percezione del bisogno e attesa dall’ultima visita dentale.

Il lavoro, recentemente pubblicato su International Dental Journal, è stato impostato come analisi secondaria e ha attinto dati dalla popolazione del sondaggio Adult Dental Health Survey.UK (ADHS.UK) 2009: questo ha raccolto appunto dati su elementi demografici e psicosociali e anche sulla storia odontoiatrica dei soggetti coinvolti.

L’associazione tra fattori demografici e psicosociali e periodo trascorso dall’ultima visita odontoiatrica è stata valutata tramite test del chi quadrato. È stata inoltre effettuata un’analisi della regressione logistica gerarchica utile a discernere il ruolo degli elementi demografici di primo ordine (ovvero sesso, età ed etnia) da quelli di secondo (posizione socioeconomica) e terzo ordine; questi ultimi corrispondono ai fattori psicosociali: percezione del bisogno di trattamento, comunicazione tra paziente e dentista. Informazioni ulteriormente dettagliate sulle relazioni sono state ricavate utilizzando un cluster di variabili indipendenti.

L’analisi statistica ha effettivamente stabilito l’associazione significativa tra periodo di attesa dall’ultima visita dentale e tutte le variabili demografiche e psicosociali indagate.

Nello specifico, un’età più giovane, il sesso maschile, un lavoro di tipo manuale o una disoccupazione di lunga durata, l’appartenenza a una minoranza etnica, una maggiore percezione del bisogno di trattamento, una comunicazione povera con il dentista e una grave ansia dentale sono risultati tutti associati ad una dilatazione del periodo di attesa dall’ultima visita odontoiatrica.

L’analisi di regressione logistica gerarchica ha dimostrato che età, genere ed etnia contribuiscono per un 2% alla varianza; il fattore di secondo ordine (posizione socioeconomica) fornisce un ulteriore 2%. La voce che più pesa sulla varianza (10%) nella previsione dell’attesa dall’ultima visita dentale è, infine, effettivamente rappresentata dalle variabili psicosociali: costi di trattamento, percezione del bisogno di trattamento, comunicazione tra paziente e odontoiatra e ansia dentale.

Questi elementi si configurano, pertanto, come le principali barriere all’assistenza: è pertanto fondamentale inquadrare i pazienti a rischio e venire loro incontro, di modo da non perderli lungo lo svolgimento del piano di cure e nel successivo follow-up.

Riferimenti bibliografici
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