Introducendo il proprio studio, recentemente pubblicato su Journal of Maxillofacial and Oral Surgery, Jendi e Thomas hanno spiegato come gli importanti tassi di insuccesso connessi alla tecnica classica di blocco nervoso alveolare inferiore riconosca anche basi anatomiche, legate alla presenza di innervazione accessoria priva di relazioni rispetto al nervo alveolare inferiore. Gli autori hanno proposto quindi la “Closed Mouth Technique” di Vazirani–Akinosi come un’opzione per superare tali limiti, al pari della tecnica di Gow-Gates, e non solo come la scelta obbligata per approcciare i casi di trisma o limitata apertura.

L’indagine ha coinvolto un totale di 140 pazienti sani, di entrambi i generi, di età compresa tra i 16 e i 45 anni, tutti indirizzati all’estrazione di molari inferiori. Il campione è stato randomicamente suddiviso in due gruppi numericamente equivalenti. Il gruppo A è stato approcciato dal punto di vista anestesiologico tramite la metodica classica di blocco nervoso inferiore, facendo pertanto da controllo. Il gruppo B è stato sottoposto a infiltrazione della stessa quantità della stessa soluzione anestetica (lidocaina 2% associata ad adrenalina in concentrazione 1:200000) mediante Closed Mouth Technique.

Prima della procedura iniettiva a ciascun paziente è stata illustrata una scala visuo-analogica (VAS) decimale, con la richiesta di utilizzarla al fine di esprimere la percezione dolorifica connessa all’iniezione stessa. Il secondo parametro valutato è rappresentato dall’onset time, cronometrato dal termine della procedura di iniezione fino alla segnalazione, da parte del paziente, dell’avvenuta insorgenza di alterazione percettiva a carico del labbro inferiore. Il sintomo soggettivo è stato confermato clinicamente pungendo con una sonda i tessuti molli della regione premolare.

È stato inoltre impostato il test elettrico pulpare del primo molare omolaterale, effettuato a due intervalli consecutivi di 5 minuti: una lettura pari a 80/80 è da considerarsi positivo (successo).

Sono stati infine valutati elementi clinici, quali la positività al test di aspirazione.

L’onset time medio è risultato significativamente inferiore nella tecnica convenzionale: 68.70 s, contro i 92,55 s del gruppo B, rispettivamente corretti a 78.36 e 104.24 s con il test elettrico.

D’altra parte, il gruppo test (Vazirani–Akinosi) riporta un tasso di successo superiore (97.14% contro 81.42%) e un tasso di aspirazione positiva inferiore (2.86% contro 15.71%).

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31624448

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