Assicurare al paziente un regime di anestesia adeguato per sede, profondità e durata è indispensabile all’esecuzione della maggioranza assoluta delle procedure condotte quotidianamente dall’odontoiatra. Le scelte operative devono orientarsi legittimamente sulle preferenze (del clinico e anche del paziente, sulla ripetibilità in termini di efficacia e, in più, devono essere supportare dalle evidenze scientifiche.

Valutazioni di questo ordine diventano ancora più delicate in alcuni ambiti particolarmente controversi. È il caso, ad esempio, del blocco nervoso alveolare inferiore, la cui tecnica classica è affiancata da alcune che si differenziano per tassi di successo e/o distribuzione anatomica dell’effetto anestetico. Tra queste, vanno citate le tecniche di Gow-Gates e di Vazirani-Akinosi.

Si consideri peraltro la condizione clinica più sfavorevole all’onset dell’anestesia locale, ovvero lo stato di pulpite irreversibile.

In cima alla piramide dell’evidenza vengono poste le revisioni sistematiche della letteratura con meta-analisi: appartiene appunto a questa categoria lo studio recentemente pubblicato da Nagendrababu e colleghi su Journal of Endodontics, volta appunto a confrontare l’efficacia delle diverse metodiche nella gestione della pulpite irreversibile. Il lavoro include, inoltre, un’analisi del tipo trial sequential analysis. La TSA combina un calcolo della mole delle informazioni (numerosità cumulativa del campione di tutti i trial inclusi) della meta-analisi con una soglia di significatività statistica. Si tratta di uno strumento utile a quantificare l’affidabilità statistica dei dati della meta-analisi, regolando i livelli di significatività per i dati sparsi e i test ripetitivi sui dati che si accumulano.

Partendo da più di mille studi raccolti dai database PubMed, EBSCOhost (Dentistry & Oral Sciences Source), Cochrane Central Register of Controlled Trials e Scopus, aggiornati a giugno 2019, 5 trial clinici randomizzati sono stati portati alle valutazioni qualitativa e quantitativa, due dei quali sono stati classificati come a basso rischio di bias.
L’analisi statistica ha evidenziato l’assenza di differenze significative tra le due principali tecniche alternative cliniche, ovvero il blocco nervoso alveolare inferiore convenzionale e la metodica di Gow-Gates, in corso di pulpite irreversibile. Il tasso di successo cumulativo, inoltre, è stato reputato basso. In entrambi i casi, dunque, la raccomandazione clinica che consegue consiste nel ricorso a un’anestesia supplementare. La qualità dell’evidenza relativamente al confronto tra queste due tecniche è stata valutata moderata dai revisori.

Non è stato, invece, possibile portare a termine la meta-analisi includendo anche la tecnica di Vazirani-Akinosi. Un ulteriore dato che emerge dallo studio è, dunque, la necessità di impostare nuovi trial clinici randomizzati ben impostati, che indaghino più tecniche, con o senza anestesia supplementare, fornendo evidenze più forti.

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31551112

http://www.ctu.dk/tools-and-links/trial-sequential-analysis.aspx

Privacy Policy