Su queste stesse pagine sono stati evidenziati i principali limiti della tecnica classica di blocco nervoso alveolare inferiore: l’elemento verosimilmente più discusso in letteratura è rappresentato dal tasso di insuccesso. Introducendo il suo studio del 2018 (Anesthesia Progress) Sara Fowler sottolinea il potenziale dolorifico della procedura iniettiva. Una delle metodiche empiriche atte a ridurre lo stimolo consiste nel rallentamento della procedura, il che comporta una riduzione della pressione di diffusione della soluzione anestetica, con ritorno positivo in termini dolorifici. L’aspetto controverso è il mancato superamento della dipendenza dall’operatore della procedura: l’operatore, per quanto esperto nella pratica, non sarà in grado in grado di garantire una perfetta ripetibilità e, conseguentemente, i risultati si troveranno soggetti a un certo grado di variazione.

Un’opzione in grado di aggirare tale problematica, assicurando il controllo dei range pressori è rappresentata dalle sistematiche computerizzate di anestesia odontoiatrica, definite propriamente Computer-Controlled Local Anesthetic Device (CCLAD). Il dispositivo principale della categoria presenta un’impostazione di base che dilaziona in 4 minuti e 45 secondi la somministrazione di 1.4 mL di soluzione anestetica, oltre a una programmazione più rapida.

La maggior parte degli studi concorda nell’indicare il decremento del sintomo dolorifico, con particolare vantaggio nell’approccio al paziente pediatrico.

Lo stesso gruppo di lavoro, in un precedente studio, ha riscontrato efficacia incostante su più punti del cavo orale, sperimentando la tecnica convenzionale sul paziente in posizione verticale e supina. Gli autori hanno pertanto voluto verificare se la metodica equivalente effettuata tramite sistema CCLAD potesse fornire risultati più costanti.

Lo studio prospettico randomizzato, condotto presso la Ohio State University, ha coinvolto 110 pazienti adulti asintomatici e in buona salute. Ciascuno ha ricevuto due somministrazioni, intervallate da due settimane, una in posizione verticale (poltrona angolata a 75°, piano occlusale parallelo al pavimento) e una in posizione supina (piedi leggermente sollevati rispetto al capo, tronco parallelo al pavimento).

Le valutazioni VAS del dolore nelle fasi di inserimento dell’ago e deposizione della soluzione sono state confrontate tra la posizione verticale e la posizione supina usando un’analisi della varianza a misure ripetute con test post hoc. Gli autori hanno proposto un protocollo bifasico di somministrazione, nell’intento di attenuare ulteriormente lo stimolo.

L’analisi ha effettivamente dimostrato l’assenza di differenze significativa, in termini di dolore, nel corso della procedura di blocco nervoso alveolare inferiore tramite CCLAD tra le posizioni supina e verticale. La tecnica computerizzata viene indicata come scelta capace di ridurre il dolore in fase di deposizione dell’anestetico rispetto alla siringa tradizionale.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30715932

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