In un precedente articolo è già stato considerato il problema dell’anestesia nel caso di un elemento dentale in stato di pulpite irreversibile e, in particolare, a livello del settore posteriore della mandibola, dove il comune blocco alveolare inferiore, tecnica di per sé soggetta a tassi importanti di insuccesso ma in ogni caso procedura di anestesia tronculare ancora più diffusa, arriverebbe secondo alcuni dati addirittura al di sotto del 20% di successo.

Un aspetto da considerare è quello della molecola impiegata: almeno dal punto di vista sperimentale, la lidocaina costituisce uno standard di confronto all’interno della classe degli amidi. A seconda del paese, molecole di più recente introduzione appartenenti alla stessa classe farmacologica trovano oggi maggiore diffusione nella pratica clinica: tra queste mepivacaina, bupivacaina, articaina. Per quanto riguarda l’anestesia tronculare, esistono anche indicazioni contrastanti per quanto concerne l’impiego del vasocostrittore. Lo studio di Cohen (1993) stabilì che la mepivacaina al 3% senza vasocostrittore possiede un’efficacia pari a quella della lidocaina al 2% con adrenalina 1:100000 nell’ottenere anestesia pulpare a livello di molari inferiori in condizioni di pulpite irreversibile.

Volendo aggiornare queste indicazioni, lavorando però con le due molecole allo stesso dosaggio (anche di vasocostrittore), il gruppo di Allegretti ha pubblicato nel 2016 un trial clinico randomizzato in doppio cieco che confrontasse, sempre nel blocco alveolare inferiore di molari in stato di pulpite irreversibile, lidocaina e mepivacaina al 2% con adrenalina 1:100000 e, oltre ad esse, articaina al 4%, sempre addizionata a vasocostrittore (adrenalina 1:100000). Tutti i 66 pazienti considerati riferivano anestesia a livello dell’emilabbro interessato entro 10 minuti. Prima della procedura di pulpectomia, 14 pazienti (63.6%) del gruppo lidocaina, 15 (68.2%) del gruppo mepivacaina e 14 (63.6%) del gruppo articaina risultavano anestetizzati al test di elettrostimolazione (80 μA) della polpa: la differenza non è risultata essere statisticamente significativa. Durante la procedura, 10 pazienti (45.5%) del gruppo lidocaina, 6 (27.3%) del gruppo mepivacaina e 8 (36.4%) del gruppo articaina hanno riferito uno stimolo dolorifico, differenza anche questa non statisticamente significativa.

Nella sua revisione sistematica, Yadav (2015) ha stabilito l’assenza di studi in cui una qualche forma di supplementazione di anestetico fornisse un aumento statisticamente significativo del tasso di efficacia del blocco alveolare inferiore in presenza di pulpite irreversibile.

Queste evidenze suggeriscono come, al fine di ottenere un tasso di successo maggiore, sembra non sia possibile implementare la tecnica comune di blocco alveolare inferiore e sia invece auspicabile il superamento della stessa attraverso l’impiego di metodiche anestetiche alternative.

 

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