Sono state ampiamente affrontate le strategie cliniche raccomandate nell’approccio odontoiatrico al bambino che si reca dal dentista pediatrico. Il presente lavoro considera invece nello specifico i principali aspetti da considerare nel caso di un bambino con esigenze cliniche speciali. Secondo l’American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD), tali considerazioni interessano tutti quei pazienti pediatrici soggetti a una qualsiasi difformità o limitazione fisica, cognitiva, sensoriale, emotiva, comportamentale, di sviluppo, sia essa a base congenita o acquisita. Questi bambini possono essere soggetti a un rischio incrementato di patologie dell’apparato stomatognatico, le quali hanno potenzialmente un impatto severo sulla qualità di vita. Non solo: alcuni possono riportare un ulteriore rischio anche per quanto riguarda condizioni di patologia indirettamente connesse con la salute orale. In più possono avere difficoltà per quanto riguarda la collaborazione in fase di trattamento. 

Si considerano di seguito i punti principali da porre sotto attenzione: le linee guida sono state proposte dalla stessa AAPD nel 2012 e confermate nel 2016 da una seconda review a cura del National Institute of Dental and Craniofacial Research.

Organizzazione degli appuntamenti: si tratta di un aspetto già considerato per quanto riguarda tutti i soggetti pediatrici. Nel caso in cui il paziente abbia esigenze specialistiche supplementari, queste andranno naturalmente preventivate.

Attenzioni particolari

Dental home: il concetto definisce l’evolversi delle relazioni tra il paziente e il medico. Le cure vengono assicurate in modo continuo, coordinato, accessibile e familiare. Una visione di questo tipo assicura un approccio clinico routinario e ha quindi un’efficacia preventiva sulle principale patologie odontoiatriche.

Valutazione del paziente e consulto medico: nelle raccolta dei dati anamnestici è importante accertare se la condizione di patologia del bambino venga seguita da un medico specialista. Nei casi in cui il trattamento odontoiatrico lo richieda, può essere necessario un contatto con questa figura. Può essere ad esempio il caso della valutazione di metodiche di sedazione.

Comunicazione e indicazioni comportamentali: in taluni casi è indispensabile implementare positivamente le tecniche non verbali di comunicazione. Il consulto con il caregiver (di solito il genitore) e spesso la presenza dello stesso sono, in tal senso, imprescindibili. Dal punto di vista del comportamento, si conferma l’utilità della metodica “tell, show, do”. I casi più complessi richiederanno una valutazione più approfondita: la scala di Frankl, ad esempio, definisce l’attitudine alla collaborazione da parte del paziente, da molto negativo (–) a molto positivo (++).

Strategie preventive: dal punto di vista pratico, ci si riferisce in massima parte all’educazione all’igiene orale domiciliare. Educare a una dieta non cariogena. Adattare la forma dello spazzolino per facilitarne l’impiego: sono disponibili spazzolini con manico più grande o piegato per una migliore impugnatura. Facilitare il passaggio all’elettrico, se indicato. Supplire l’apporto di fluoro qualora il dentifricio dovesse avere un sapore troppo sgradevole.

Prevenzione di traumi durante il trattamento: si fa riferimento in particolare al rischio di serramento improvviso. In molti casi sono utilizzabili degli specifici apribocca.

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