I criteri che verranno di seguito definiti si rifanno alle raccomandazioni fornite dell’American Dental Association (ADA) e approvate anche dall’American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD). ADA vuole riproporre i propri standard generali nell’ambito dell’anestesia locale in odontoiatria, adeguandoli alla realtà clinica e alle richieste peculiari del paziente pediatrico. L’obiettivo rimarrà pertanto assicurare un’anestesia locale valida e duratura, compatibile con l’effettuazione delle procedure cliniche.

Un accorgimento di primaria importanza nel montaggio della siringa consiste nel garantire un efficace aspirazione prima dell’iniezione. Andranno pertanto selezionati aghi che permettano di effettuare tale manovra. Gli aghi con un diametro maggiore sono soggetti a minore distorsione durante il passaggio attraverso i tessuti molli. Viene considerato esattamente il diametro interno, misurato in Gauge, ed espresso con proporzionalità inversa. I valori variano da 23 a 30 Gauge. Per quanto riguarda la lunghezza, vengono comunemente impiegati aghi da 32 mm, 20 mm o 10 mm. I primi 2 sono definiti nella pratica semplicemente come “lunghi” o “corti”. La profondità d’inserimento varia non solo in funzione della tecnica, ma anche dell’età e della corporatura del soggetto.

La rottura dell’ago costituisce in ogni caso una complicanza rara ma che deve essere considerata. Si presenta tendenzialmente qualora l’ago venga inserito troppo in profondità (fino alla zona del raccordo), ancora di più se preventivamente piegato, o quando il paziente si muove a seguito dell’inserzione. Variabile, quest’ultima, importante parlando del paziente pediatrico. Quest’evenienza accade maggiormente nell’esecuzione di anestesie troncualri, blocco del nervo alveolare inferiore, dove l’ago penetra maggiormente nei tessuti; questo approccio in molti casi è evitabile grazie all’utilizzo della comprovata efficacia dell’anestesia intraligamentare.

Anestesia locale e bambini dal dentista: quale molecola scegliere?

Per quanto riguarda la scelta della molecola da utilizzare, è già stato affermato come questa debba seguire un criterio di compatibilità riguardante i tempi clinici. A questo proposito, è sconsigliabile sottoporre il bambino a sessioni prolungate alla poltrona, le quali potrebbero pregiudicarne la futura collaborazione. Per lo stesso motivo saranno da evitare gli anestetici a lungo effetto. Saranno pertanto da preferire molecole ad effetto meno prolungato, da somministrare nel corso di più sedute brevi (se necessario). Andrà posta attenzione anche nel senso opposto. Impiegare farmaci a rapida eliminazione, infatti, potrebbe più facilmente portare ad accumulo ematico. In questo senso, paradossalmente, ADA consiglia di prestare particolare cura nell’impiegare anestetici locali in assenza di vasocostrittore. Il criterio fondamentale da impiegare è dunque rappresentato daldosaggio massimo di farmaco da non eccedere. Questo dato viene calcolato sul peso (o sull’indice di massa corporea) del paziente. La stessa AAPD fornisce indicazioni, convertibili nella misura del numero di tubofiale, per le singole molecole.

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