A seconda del quadro anatomico e patologico completo, l’estrazione di un terzo molare inferiore incluso può rappresentare un intervento più o meno indaginoso. In tutti i casi, è indispensabile che la chirurgia venga condotta in un adeguato regime di anestesia, in termini di efficacia ma anche di latenza-durata.

Attualmente, a livello mondiale, le molecole anestetiche locali maggiormente utilizzate in Italia sono rappresentate da lidocaina, capostipite della classe degli amidi, e articaina, amide dotata di un gruppo estere addizionale, in grado di alterarne parzialmente la farmacocinetica. In ragione delle esigenze cliniche dettate dalla chirurgia del terzo molare, pare interessante mettere a confronto queste due molecole (o meglio, le evidenze scientifiche a riguardo, possibilmente in termini di revisioni sistematiche con meta-analisi) nell’intento di ricavarne delle indicazioni utili alla pratica clinica.

Diverse meta-analisi hanno messo a confronto lidocaina e articaina in riferimento al dato riguardanti l’anestesia pulpare; meno sono quelle che hanno considerato nello specifico la chirurgia del terzo molare inferiore incluso.

Nel 2018, il gruppo Zhang e colleghi hanno pubblicato su Journal of Oral and Maxillofacial Surgery una revisione sistematica della letteratura (aggiornata a fine 2017) sull’argomento.

Due revisori indipendenti hanno sondato le banche dati MEDLINE (PubMed), Cochrane Library e Web of Science. Sono stati inclusi esclusivamente trial clinici randomizzati (RCT) che avessero confrontato l’uso delle due molecole nell’estrazione di un terzo molare inferiore che richiedesse allestimento di un lembo, ostectomia e odontotomia. Gli outcome comprendevano valutazione intraoperatoria del dolore tramite visual analog scale (VAS), tasso di successo dell’anestesia, onset time e/o durata della stessa.

Partendo da un pool di 39 lavori al netto dei doppioni, 14 full text sono stati considerati e, di questi, 9 hanno soddisfatto i criteri di inclusione outcome compresi e sono stati, pertanto, portati alla valutazione finale.

I risultati attestano, complessivamente, una superiorità significativa dell’articaina 4% rispetto alla lidocaina (questa è disponibile in più formulazioni ma quasi tutti gli studi hanno impiegato quella al 2% con epinefrina 1:100000) in termini di success rate, durata dell’anestesia e onset time soggettivamente (ma non oggettivamente) valutato; non vi è significatività statistica anche per quanto riguarda il dato del dolore intraoperatorio.

Gli autori concludono stabilendo la superiore efficacia dell’articaina nella chirurgia del terzo molare incluso, precisando come i dati non supportino la raccomandazione della molecola anche come sostituto delle lidocaina nell’esecuzione dell’anestesia tronculare convenzionale. I mezzi della SR non sono in grado di far luce su questa e su altre tematiche di dibattito collaterali, per le quali è auspicabile l’allestimento di ulteriori trial clinici di buona qualità.

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