Non vi sono dubbi nell’affermare che la chirurgia implantare abbia raggiunto un livello di eccellenza che si esprime anche nella poca esposizione a complicanze intraoperatorie severe. È comunque giusto e normale considerare alcuni rischi: si fa riferimento per esempio a problematiche legate a condizioni anatomiche particolari e precise. Osservando nello specifico la regione anteriore dalla mandibola, un rischio chirurgico rilevante è rappresentato dal trauma iatrogeno – e dai possibili esiti neuropatici conseguenti: parestesia-distestesie ecc. – a carico del nervo alveolare inferiore, o meglio, del suo tratto terminale, nel caso questo vada a effettuare un’ansa all’interno del canale, appena prima di emergere dal forame mentoniero. Il nervo mentoniero che ne segue – indirizzato a labbro inferiore, cute della regione mentoniera e parte della gengiva vestibolare – è generalmente considerato il ramo terminale principale del nervo alveolare inferiore, che di solito prosegue con un piccolo ramo incisivo indirizzato appunto agli elementi frontali dell’arcata inferiore. È possibile che la branca principale, prima di emergere come nervo mentoniero, oltrepassi il foro, descriva un’ansa a convessità anteriore, ritornando poi verso il foro stesso e, infine, fuoriuscendovi. Sui testi si parla comunemente di “anterior loop” del nervo.

Frequenza di pazienti con anterior loop” del nervo mentoniero

Lo studio di Velasco-Torres (2017) si è proposto, fra le altre valutazioni, di stimare su TC cone beam la prevalenza e l’estensione dell’anterior loop, in un campione di 348 pazienti. L’analisi ha evidenziato una correlazione negativa (minor prevalenza ed estensione) con il crescere dell’età. Si tratta potenzialmente di un’indicazione di grande interesse clinico: facendo un esempio di trattamento a rischio, Todorovic, nel suo recentissimo lavoro, fa riferimento alla riabilitazione full-arch con 4-5 impianti interforaminali. Avvicinandosi al forame si amplia l’area di copertura in senso antero-posteriore e si riduce il cantilever. Lo studio in questione si ripropone a sua volta di quantificare prevalenza e dimensioni attraverso indagini TC multislice riformattate (studio retrospettivo su esami richiesti per altra ragione clinica). A differenza dello studio precedentemente citato, incentrato su soggetti caucasici, questo secondo ha volutamente non considerato le possibili differenze razziali (si tratta peraltro di un campione di 188 pazienti sudafricani). In questo caso è stata segnalata una differenza statisticamente significativa per quanto concerne il sesso (maggiore prevalenza nei maschi).

In conclusione, nell’attesa di dati univoci (per quanto riguarda proprio incidenza ed estensione) da revisioni sistematiche, si può già affermare che l’anterior loop costituisca un’evenienza anatomica da considerare in ambito preoperativo implantare, molto di più di altre variabili assai più rare, come ad esempio lo sdoppiamento del foro.

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