Questo breve lavoro si propone di condividere delle considerazioni generali riguardanti la tossicità sistemica da anestetici locali a uso odontoiatrico. La Letteratura anglosassone parla di LAST, Local anesthetic systemic toxicity. Nella loro revisione delle caratteristiche farmacologiche degli anestetici locali, Becker e Reed sostengono come l’uso delle tubofiale – la cui introduzione ha di certo facilitato sia lo stoccaggio e la conservazione che l’impiego pratico con la siringa carpule – rappresenti un ostacolo nella quantificazione del reale dosaggio somministrato al paziente.

In effetti, il sondaggio di Khalil (2012) denuncia un’importante tendenza tra i clinici interpellati a non considerare correttamente il dosaggio massimo del farmaco da essi maggiormente somministrato. Le limitazioni dovute al fatto che il lavoro faccia riferimento a un paese non occidentale – la molecola più impiegata è in effetti la lidocaina – non permettono di rapportare i risultati all’Italia. Dato che si tratta di un lavoro abbastanza recente, pare però corretto riaffermare come gli effetti di tossicità sistemica siano soggetti a dose-dipendenza.

Tornando al lavoro di Becker e Reed e al concetto della tubofiala, un ulteriore aspetto da considerare è rappresentato dal fatto che questa abbia un contenuto particolare anche in termini di volume della soluzione acquosa. Al fine di quantificare il dosaggio reale del farmaco (e non ragionando direttamente in numero di tubofiale), risulta più comodo arrotondare il volume da 1.7-1.8 a 2.0 mL. Ciò porterà a sovrastimare il dosaggio, il che costituisce un’ulteriore misura di sicurezza preventiva.

Calcolo delle quantità di principio attivo e valutazione tossicità

Il contenuto di anestetico locale è espresso in percentuale. Spostando la virgola di una cifra verso destra, si otterrà la concentrazione in mg/mL: ad esempio, un farmaco al 3% ha una concentrazione di 30 mg/mL. Due tubofiale (4.0 mL) di mepivacaina 3% hanno quindi un contenuto (arrotondato per eccesso) pari a 4.0 mL x 30 mg/mL = 120 mg lidocaina.

Alla maggior parte delle formulazioni è addizionata una molecola ad azione vasocostrittrice (sostanzialmente adrenalina/epinefrina), la cui concentrazione è espressa invece in termini di rapporto. Basterà ricordare che la proporzione 1:100000 è pari a 10 μg/mL, che raddoppiano a 1:50000 (20 μg/mL) e si dimezzano (5 μg/mL) a 1.200000: così facendo si ottengono le concentrazioni reali dei 3 dosaggi più comuni di vasocostrittore. Riprendendo le 2 tubofiale, questa volta di mepivacaina 2% con adrenalina 1:100000, il contenuto di farmaco va ricalcolato a 4.0 mL x 20 mg/mL = 80 mg di lidocaina, cui si aggiungono 4.0 mL x 10 μg/mL = 40 μg di adrenalina.

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