In linea generale, l’esecuzione di una manovra anestetica supplementare è un’opzione valida ed efficace nel momento in cui l’anestesia tronculare (blocco alveolare inferiore inferior alveolar nerve (IAN)) non fornisce pieno effetto. In questo senso, diverse tecniche sono state documentate: tra di esse, l’anestesia intrasettale, che consiste nella somministrazione della soluzione farmacologica in corrispondenza del setto interdentale. Saadoun e Malamed descrivono con esattezza la procedura, collocando il punto di inserzione nella gengiva cheratinizzata al centro esatto della papilla, equidistante dai due elementi dentari adiacenti. Vantaggi e svantaggi della tecnica erano stati già discussi su queste stesse pagine in un precedente articolo; il tasso di successo è attestabile tra il 76 e il 90% a seconda dei criteri.

Recentemente, il gruppo di lavoro di Webster, attivo presso la Ohio State University, ha valutato l’efficacia della stessa tecnica in quella che è forse la condizione clinica più complessa in endodonzia, almeno dal punto di vista anestesiologico: la pulpite irreversibile.

Lo studio è stato condotto su pazienti affetti da infiammazione pulpare a carico di elementi posteriori dell’arcata inferiore, con dolenzia da moderata a severa (valutata con visual analog scale VAS) e risposta prolungata al freddo (criteri clinici per la diagnosi di pulpite irreversibile. L’approccio di base è consistito nella classica tecnica di blocco alveolare inferiore, condotta tramite la somministrazione di 1 tubofiala cartridge di lidocaina 2% associata a epinefrina 1:100000. Una volta insorta, entro e non oltre i 15 minuti (a riprova della corretta messa in atto della procedura) la sensazione di intorpidimento dell’emilabbro, è stato condotto il blocco del nervo buccale (mezza tubofiala con lo stesso principio attivo).

Sono quindi stati arruolati allo studio e, quindi, trattati con anestesia supplementare intrasettale, quei pazienti che, iniziato il trattamento endodontico, riferissero ancora un sintomo dolorifico moderato-severo (anche in questo caso previa valutazione tramite VAS). La procedura supplementare è stata condotta con una sistematica anestetica a rilascio computer-controllato (C-CLAD), anziché con una siringa tradizione

Alla fine, 100 pazienti sono stati coinvolti. L’anestesia intrasettale supplementare ha assicurato un’anestesia profonda a circa un terzo (29%) dei pazienti che avevano riportato un fallimento del blocco alveolare inferiore: su queste basi, la procedura non è raccomandabile a un uso routinario. È interessante, tuttavia, sottolineare come la stessa sistematica CCLAD si presti anche a essere utilizzata come alternativa, oltre che come adiuvante, al blocco alveolare inferiore, tecnica che, condotta con siringa convenzionale, è soggetta essa stessa a elevati tassi insuccesso, persino in assenza di un quadro di pulpite irreversibile.

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