Nel piccolo paziente l’atto dell’iniezione di anestetico locale è senza dubbio una delle fasi più delicate nel trattamento odontoiatrico del paziente in età pediatrica. Si tratta forse dell’unico momento in cui il bambino rischia realisticamente di percepire una sensazione dolorifica che, per quanto contenuta, potrebbe precludere la collaborazione da parte del paziente stesso. Spetta in primo luogo al genitore, o comunque al caregiver accompagnatore, fare sì che il bambino non si approcci con ansia a questo particolare momento. La prima fase dell’incontro con l’odontoiatra è dedicata a una spiegazione semplice, ma nel contempo sufficientemente completa e soprattutto rassicurante, secondo i dettami della metodica “tell, show, do”.

Per quanto riguarda la postura, risulta molto importante la posizione della testa del piccolo paziente. Ciò non solo per facilitare l’accesso della siringa anestetica, ma anche al fine di nasconderne al paziente stesso la vista della siringa. Si consideri anche l’eventualità che il paziente possa muoversi all’improvviso nel corso della pur breve procedura. Nel complesso, Autori sconsigliano di posizionare la poltrona troppo in avanti.

Una volta fatto accomodare correttamente il soggetto, spetterà al professionista e all’assistente collocarsi in una giusta posizione.

In linea di massima, viene sconsigliata qualsiasi forma di coercizione preventiva. in altre parole, mantenere immobilizzato il paziente e, in particolare, i suoi arti superiori. Non è invece del tutto vietato all’assistente di controllare la mobilità del capo, con delicatezza ma nel contempo decisione.

Come approcciare all’anestesia odontoiatrica nel piccolo paziente

Nella maggior parte dei casi l’assistente ricoprirà un ruolo indiretto durante la somministrazione dell’anestesia. Si terrà cioè pronto in caso di richieste da parte del professionista e nel caso, questo sì, di condizioni impreviste potenzialmente pericolose per entrambe le parti. Banalmente, è comune che il paziente sollevi le braccia non appena percepisce il tocco dell’ago sulla mucosa.

L’assistente dovrebbe posizionarsi dalla parte opposta del riunito, con l’odontoiatra posto invece di fronte (settori anteriori) o in testa al bambino (mandibola e mascellare sinistro). Ciò permette anche ai due di passarsi facilmente la siringa, senza che il paziente possa notare tali movimenti.

Per quanto riguarda la tecnica operativa vera e propria, è consigliabile ricorrere al pretrattamento topico, anche in questo caso, però, “in accordo” con il bambino. Un soggetto molto piccolo potrebbe infatti non gradire il sapore dell’anestetico topico.

Una volta inserito l’ago, si rilascia subito una piccola quantità di anestetico, per poi proseguire lentamente verso la profondità. Giunto in prossimità del bersaglio, l’odontoiatra effettua la prova di aspirazione e, senza cedere alla tentazione di accelerare le operazioni, porta a termine la manovra.

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