La tecnica intraligamentosa di anestesia locale non rappresenta una prima scelta a livello delle regioni posteriori della mandibola, forse perché percepita come operatore-dipendente e potenzialmente dolorosa per il paziente. Pertanto l’opzione più diffusa continua a essere l’anestesia tronculare di tutta l’emiarcata coinvolta, anche nel caso in cui la manovra (ad esempio una devitalizzazione o un’estrazione) interessi un unico elemento dentale. Nella clinica, in casi come questi, la tecnica intraligamentosa può essere impiegata come adiuvante nel caso in cui la somministrazione principale tardi a raggiungere l’onset. Va però ricordato che la tecnica nasce come un’alternativa alla tronculare: il razionale prevede l‘ottenimento rapido di un’azione anestetica efficiente a livello di polpa, parodonto e tessuti circostanti tramite la somministrazione a pressione relativamente elevata di un quantitativo ridotto di soluzione anestetica. Nel corso degli anni la tecnica è stata corretta, ad esempio con l’introduzione di carrier a penna. Inoltre, a partire dallo stesso razionale è stato concepito il concetto di single tooth anesthesia (STA), che prevede la deposizione del farmaco nel legamento con un pressione e un flusso regolati dal computer (metodica CCLAD).

Anestesia intraligamentosa e anestesia tronculare a confronto

Nell’ottica di valutare (o rivalutare) le potenzialità cliniche dell’anestesia intraligamentosa standard, Kämmerer ha presentato nel 2017 un trial clinico randomizzato che mette a confronto con l’anestesia tronculare tanto l’efficacia complessiva quanto il dato di dolore riferito.

Il dato che più sorprende è quello riguardante la sintomatologia riferita, valutata tramite una scala soggettiva a corrispondenza numerica (numeric rating scale, NRS) in cui lo 0 equivale ad assenza di dolore, con un progressivo incremento fino al massimo di 10. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare e anche ad alcune (cfr. Dumbrigue 1997) indicazioni presenti in Letteratura – c’è comunque accordo con la maggioranza – la metodica intraligamentosa risulta essere significativamente meno dolorosa rispetto alla tecnica classica di anestesia tronculare.

Si conferma anche il tempo di latenza pressoché nullo della tecnica, nonostante lo studio soffra, per stessa ammissione degli Autori, la valutazione clinica dell’efficacia, condotta sull’anestesia dei tessuti parodontali e non su quella pulpare, pertanto maggiormente indicativa per la chirurgia che per l’endodonzia. La stessa valutazione viene comunque compiuta nel caso dell’anestesia tronculare, la quale richiede una media di poco più di tre minuti per ottenere un pari effetto anestetico. Colpisce la differenza nella durata media complessiva (47 minuti per l’anestesia intraligamentosa, 228 per la tronculare) soprattutto se raffrontata con i tempi di un normale appuntamento: non si fa in questo senso un riferimento esclusivamente empirico, dato che lo studio riporta un accorciamento dei tempi statisticamente significativo in favore dell’anestesia intraligamentosa.

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