Il blocco nervoso della divisione mascellare del nervo trigemino (V2) induce effetto anestetico a livello di arcata dentale superiore, parodonto, mucosa palatale, seno mascellare, parti della cavità nasale, guancia e labbro superiore e palpebra inferiore.

Un approccio tanto esteso è indicato a fronte di procedure a loro volta estensive a carico degli elementi dentari ed eventualmente anche dei tessuti mucocutanei di rivestimento. In questi infatti, attuando correttamente una singola procedura si risparmia una serie di iniezioni, fornendo un effetto anestetico altrettanto profondo.

L’uso di tali metodiche anestesiologiche, inoltre è stato descritto nell’approccio a quadri complessi rientranti nell’ambito delle cefalgie e del dolore facciale atipico.

La tecnica maggiormente efficace di blocco nervoso mascellare consiste nell’approccio intraorale attraverso il canale palatino maggiore. Tale accesso è stato descritto per la prima volta da Nevin nel 1917 e rivisitato in epoca contemporanea da Silverman e Wong e Sved. Il foro palatino maggiore risulta localizzabile per via palpatoria: corrisponde a una lieve depressione sita nella parte del palato duro, alla giunzione con il processo alveolare, di solito distalmente al secondo molare superiore.

Una volta inserito l’ago all’interno della mucosa palatina, è fondamentale eseguire il test di aspirazione: risultato negativo questo, si può dunque procedere con la somministrazione di una quota di 0.1-0.3 mL di soluzione anestetica. Il canale (palatino maggiore) è negoziabile impiegando un ago lungo, che viene fatto avanzare lentamente a un’angolazione variabile tra i 45 e i 60 gradi rispetto il piano occlusale, fino a una profondità di circa 30 mm circa. Il test di aspirazione viene man mano ripetuto, al fine di evitare iniezione in sede intravascolare o rinofaringea.

La controindicazione principale alla manovra è rappresentata dalla presenza di un quadro infiammatorio locale, in grado di portare alla diffusione in fossa pterigopalatina. Tra la complicanze specifiche più rilevanti vanno ricordate epistassi nasale e addirittura problematiche oculari.

Anche la difficoltà nella localizzazione è da considerarsi una controindicazione: per questo motivo sarebbe interessante mettere a disposizione del clinico un sistema sicuro e ripetibile per mettere in atto questa procedura anestesiologica tanto efficace.

È quanto si è proposto di fare Jamjoom nel suo caso implantare, recentemente pubblicato su International Journal of Oral & Maxillofacial Implants.

L’autore ha ampliato il concetto della chirurgica implantare guidata, che consiste nella programmazione su TC cone beam della posizione definitiva delle fixture implantari. Il posizionamento di queste viene poi condotto nella precisa direzione tramite l’impiego di una dima chirurgica progettata e prodotta tramite tecnologia CAD/CAM.

Analizzando l’immagine radiografica tridimensionale, l’implantologo ha riconosciuto il foro palatino maggiore e, da lì, l’intero tragitto del canale, ben visibile in sezione sagittale. Nella progettazione della dima chirurgica è stato quindi aggiunta una boccola custom dotata, esternamente, di una lunghezza di 2 mm e di un diametro di 2.5 mm. In questo modo, al momento della chirurgia, è stato possibile eseguire la procedura anestetica in sicurezza – mantenendo sempre accorgimenti quali le multiple aspirazioni – e con un risultato che ha agevolato l’esecuzione dell’intero trattamento.

In conclusione, va osservato come un approccio di questo genere, al momento, risulti percorribile solamente in vista di interventi di un certo impegno, come la riabilitazione plurimplantare descritta. Per la quotidianità clinica, sembrerebbe al momento utile orientarsi su tecniche alternative, quale ad esempio il blocco nervoso alveolare superiore anteriore e medio (AMSA), più volte descritto su queste stesse pagine.

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31528868

https://www.researchgate.net/publication/335884067_A_Modified_Implant_Surgical_Guide_for_the_Administration_of_Maxillary_Nerve_Block_Anesthesia_Intraorally_via_the_Greater_Palatine_Foramen_Case_Report

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