La chirurgia ortognatica bimascellare rappresenta uno degli interventi maggiormente complessi nell’interesse odontoiatrico e maxillo-facciale. Questo tipo di interventi vengono pianificati nel contesto di piani di cura multispecialistici, nella correzione di deformità dentofacciali da moderate a severe nel giovane adulto e, sempre più, nell’approccio clinico a problematiche cliniche afferenti all’ambito delle apnee ostruttive nel sonno.

Chirurgie di questo tipo prevedono, oltre che una dissezione notevolmente estesa dei tessuti molli intraorali, lo scollamento di periostio e fibre muscolari e la mobilizzazione di segmenti ossei voluminosi. Ciò stimola una forte risposta infiammatoria che, nel postoperatorio, si traduce in un edema notevole e in una intensa stimolazione dolorifica.

Proprio la gestione di questo forte dolore, seppur atteso anche dal paziente stesso, rappresenta una delle problematiche più rilevanti del decorso postchirurgico e obbliga sistematicamente il medico a ricorrere a forti antidolorifici e/o ad analgesici della famiglia degli oppiacei. L’uso di farmaci di questo tipo in un paziente al quale, nell’ambito dell’intervento sono stati somministrati anestetici locali e steroidi, tuttavia, può rappresentare a sua volta un problema rilevante.

Il razionale dell’analgesia preventiva consiste nella riduzione dello stress intraoperatorio e, di conseguenza, del dolore postoperatorio, attraverso la somministrazione prechirurgica di un farmaco o di un blocco nervoso con anestetico locale.

Recentemente, uno studio condotto da Shetty e colleghi e pubblicato su Journal of Oral and Maxillofacial Surgery si è proposto di verificare la possibilità di ridurre il dolore postoperatorio nella chirurgia bimascellare attraverso l’applicazione preventiva di blocchi nervosi regionali. Gli sperimentatori hanno anche valutato il possibile impatto, oltre che sul discomfort, sul ricorso ad analgesici, sempre nel decorso postoperatorio.

L’indagine è stata allestita secondo un modello prospettico di trial clinico randomizzato in doppio cieco e ha coinvolto un totale di 110 pazienti, indirizzati a chirurgia bimascellare non in quadro sindromico. Il campione è stato suddiviso equamente in due gruppi. Ai pazienti del gruppo caso è stato somministrato un blocco nervoso bilaterale, mascellare e mandibolare, in sede pterigoidea laterale tramite approccio extraorale. La procedura è seguita all’infiltrazione dei tessuti target, in regime di anestesia generale e ha visto l’impiego di 5 ml di soluzione allo 0.25% di bupivacaina. Questo passaggio è stato evitato nel gruppo controllo.

Gli score dolorifici medi, valutati tramite scala visuo-analogica (VAS) a 6, 12, 24 e 48 ore nel postoperatorio, sono effettivamente risultati significativamente inferiori nel gruppo test, come anche gli outcome secondari di discomfort e soprattutto del consumo di analgesici.

Per quanto indirizzati a un gruppo ristretto di pazienti trattati in maniera specialistica, i risultati dello studio risultano di particolare interesse, in quanto forniscono una prospettiva di miglioramento del decorso, solitamente non semplice, di questi pazienti.

Riferimenti
Privacy Policy